Proteste
Croce Azzurra pronta a scendere in piazza
I volontari: salviamo vite e aiutiamo i più deboli, non possiamo rinunciare alla nostra associazione
MONTIGNOSO. Lettera aperta dei volontari della Croce Azzurra alla cittadinanza, alla presidente Isola Manfredi, che si è auto tassata per tenere in vita l'associazione, e all'opinione pubblica che i volontari temono sia stata influenzata dalla vicenda dell'ex lavoratore Luca Invernizzi.
«Noi non svolgiamo lavoro in nero - così inizia la lettera - semplicemente crediamo in quello che facciamo, trasportiamo persone in qualunque parte d'Italia e bambini che arrivano da paesi molto poveri per operazioni al cuore e che hanno bisogno della nostra ambulanza “Isola”, una delle poche con la culla prenatale; noi non ci arrendiamo mai».
I volontari, 12 giovani tra ragazzi e ragazze, ci aprono le porte dell'associazione e ci mostrano il parco macchine, con le ambulanze e le auto mediche, gli spazi comuni dove mangiano, guardano la tv, a volte dormono tra una emergenza e l'altra e il magazzino dove conservano il vestiario per la gente bisognosa, che poi distribuiscono su appuntamento. Ci mostrano anche Teddy, un grande orso di peluche, con giubbotto catarifrangente e stivali antipioggia, diventato la mascotte dei volontari dopo l'alluvione dello scorso novembre. «Ci piange il cuore a sapere che tutto questo potrebbe finire - raccontano - non crediamo di meritarlo».
E ancora: «Siamo scesi in prima linea a fornire aiuti alle famiglie alluvionate, stiamo progettando di aprire una linea telefonica contro la violenza sulle donne, distribuiamo abiti, alimenti, ritiriamo mobili vecchi che finirebbero nelle discariche e cerchiamo case in cui potrebbero servire. Perché allora veniamo attaccati? Noi vogliamo continuare a svolgere il nostro compito di semplici volontari».
Davanti all'ingresso della Croce Azzurra è stato affisso uno striscione che esprime solidarietà alla presidente Isola Manfredi, che sta pagando in queste settimane il carburante per i mezzi di soccorso almeno fino al 29 maggio, data in cui il giudice del lavoro dovrà decidere se sbloccare o meno il conto corrente della Croce Azzurra.
«Chiediamo di essere ascoltati - scrivono ancora i volontari- nessuno può privarci del diritto di aiutare chi ha bisogno. Abbiamo salvato tante vite, rischiando la nostra stessa incolumità sulle strade, ma adesso vogliono vietarci anche questo. Dove è finito il vero volontariato? Lo stanno distruggendo a poco a poco».
Ai volontari proviamo a chiedere come fossero i rapporti con Luca Invernizzi, il giovane lavoratore che fu assunto dalla Croce Azzurra dopo aver denunciato il pagamento al nero, poi licenziato per inadempienze sul posto di lavoro e vincitore della seconda causa che costerà alla Croce Azzurra 59 mila euro, tra indennizzo e risarcimento anni: «Ci dissociamo da tutto quello che ha raccontato Invernizzi - dicono i volontari- se venite qui in associazione potete vedere che clima c'è, e che rapporto abbiamo con la Presidente. Per noi è un mistero quello che è successo. Siamo arrivati a pensare che davamo noia a qualcuno e che abbiano deciso di farci fuori in questo modo».
La lettera si conclude con l'annuncio di una manifestazione in piazza: «Abbiamo deciso di aspettare il 29 maggio, per capire che ne sarà di noi. Se il conto della Croce Azzurra non verrà sbloccato scenderemo in piazza con una manifestazione pacifica, per non farci portare via quello che abbiamo costruito giorno dopo giorno con la nostra presidente e per dire basta alle vendette, alle bugie e al lucro».
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