Il Tirreno

Centrodestra diviso, è una debacle

Centrodestra diviso, è una debacle

Ridotta ai minimi termini la rappresentanza in consiglio. Caruso: hanno vinto le lobbies

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MASSA. Anche uniti non ce l’avrebbero fatta: al ballottaggio il centro destra non sarebbe comunque arrivato. Ma avrebbe evitato - questo sì - la debacle e si sarebbe assicurato una più corposa rappresentanza in consiglio comunale.

Difficili i raffronti tra differenti tornate elettorali, ma inevitabili: alle politiche delle scorso febbraio il Popolo delle Libertà arriva al 20%, ieri i massesi lo “puniscono” e il partito porta a casa il 5% o poco più. E anche sommando i voti ottenuti dalle altre liste di centro destra (Amorese, Benedetti, Dalla Luche) la sonora sconfitta è confermata: neanche il 15% dei consensi. Tradotto: un’opposizione consigliare ridotta ai minimi termini. Ce la fa sicuramente Stefano Caruso, candidato a sindaco per il Pdl, probabilmente Bruno Quieti (capolista), in forse la presenza in consiglio di Stefano Benedetti, l’altra anima del centro destra. Per Benedetti la sconfitta è proprio il segnale del «fallimento delle scelte del partito. Anzi - aggiunge - di quelle di Franco Mugnai e Massimo Parisi che prima ci hanno negato le primarie e poi hanno deciso di candidare Caruso. Il Pdl aveva il 20% e Berlusconi viene dato in risalita, invece a Massa abbiamo subito una bastonata storica. Lo stesso Mugnai a Pisa non è andato oltre il 12%, mi sembra evidente - questa la conclusione - che questa gente se ne deve andare, ha fallito il suo compito». La medaglia, chiaramente, ha l’altra faccia: Stefano Caruso è inferocito. «Se gli altri avessero creduto in un centro destra unito e i messaggi sul candidato del Pdl non fossero passati in modo distorto, quel 30% di massesi rimasti a casa avrebbe votato per noi». E quando parla di messaggi distorti - si intuisce - si riferisce al testa a testa proprio con Stefano Benedetti per la candidatura sotto il simbolo del Pdl. Caruso, infatti, rincara: «Eccolo qui il partito, questa è la sua sede, questi - indica chi è con lui al comitato - i suoi sostenitori. Gli altri, invece, cosa sono?». Lui siederà in consiglio da oggi, ma non farà opposizione: «Il nostro lavoro non è stato riconosciuto, lasceremo la città al dominio della sinistra, alle lobby del cemento che stanno festeggiando». E su Volpi: «Vittoria scontata, mi dispiace per lui che non merita parole dure, ma il voto clientelare vince sempre».

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