Il Tirreno

Commissioni secretate, c’è la bocciatura

Il segretario generale del Comune dà ragione ai Cinque Stelle; Buselli (Psi): rivedremo il regolamento

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CARRARA. A poco più di un mese dalla polemica scoppiata in Commissione Urbanistica per la decisione del presidente Leonardo Buselli (Psi) di convocare in forma riservata la seduta sulle varianti per le attività produttive, il parere legale del segretario generale del comune,Cristiano Boldrini, dà ragione a Francesco De Pasquale (M5S) che aveva contestato Buselli. «La segretezza delle riunioni rappresenta un'ipotesi derogatoria ed eccezionale» ha scritto il dottor Cristiano Boldrini, vicesegretario generale del Comune, rispondendo al presidente della commissione Urbanistica Leonardo Buselli che lo aveva interpellato per chiarire la polemica scoppiata durante la seduta del 10 aprile scorso. Tutto era nato dalla decisione dello stesso Buselli di tenere in forma riservata la commissione e di allontanare la stampa, che come di consueto si era presentata per seguire il dibattito: secondo il presidente, infatti, l’argomento all’ordine del giorno - ovvero le varianti urbanistiche per le attività produttive - imponeva la tutela della privacy, visto che nel corso della seduta i consiglieri avrebbero discusso di casi specifici con tanto di nomi e cognomi dei titolari delle aziende coinvolte. Di parere diametralmente opposto Francesco De Pasquale (M5S) che aveva formalmente contestato la decisione di Buselli: citando l’articolo 12 del regolamento comunale, il consigliere 5 Stelle aveva spiegato che le sedute delle commissioni consiliari sono sempre pubbliche, tranne quando trattano “argomenti che comportano apprezzamento del comportamento e della moralità di persone o quando la pubblicità dell'adunanza possa arrecare grave nocumento agli interessi del Comune”, due fattispecie che non riguardavano la riunione in questione. La seduta del 10 aprile si era tenuta comunque in forma riservata, su “diktat” di Buselli che assumendosi la responsabilità di quella decisione aveva chiesto il parere legale del segretario generale. In questi giorni è arrivata la risposta di Boldrini che, sostanzialmente, dà ragione a De Pasquale: secondo il segretario infatti, la seduta della commissione Urbanistica in questione. Boldrini nella sua replica lascia però intendere anche che la decisione di Buselli non era del tutto infondata: “Rimane da capire la portata applicativa della normativa della privacy sulla fatti specie in questione” scrive il vicesegretario generale, spiegando che in ogni caso, potrà essere presa in considerazione “l'opportunità di adeguare il vigente regolamento inserendo limiti i ulteriori e relativi alla tutela delle esigenze di riservatezza”. Un’ipotesi, quella di una modifica al regolamento, che Buselli non esclude: «Ne parleremo collegialmente: rivedere il regolamento non deve essere un tabù, a volte le modifiche sono necessarie e non solo per il caso in questione».

Cinzia Chiappini

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