Sicurezza
Buffet fatti in casa: nozze e comunioni ora sono low cost
La crisi cambia i costumi, crolla il business delle cerimonie e i ristoratori apuani si lamentano: troppa concorrenza
MASSA. Comunioni, matrimoni, battesimi ed altre occasioni speciali: con l'arrivo delle belle giornate comincia la stagione delle cerimonie: momenti indimenticabili, che le famiglie vivono ancora con tanto entusiasmo ed armonia.
Il sacramento della prima comunione o il convolare a nozze, rimangono senza ombra di dubbio, aldilà del significato religioso, tra le esperienze più e significative della vita. Sono anche un costo, però: i grandi pranzi o le cene con decine e decine di parenti ed amici, inevitabili dopo la cerimonia comportano spese notevoli. Che, con la crisi, sempre meno persone possono affrontare con leggerezza. Per fare quadrare i conti e non incidere troppo sul budget famigliare, dunque, i massesi puntano sempre di più ad arrangiarsi. Come? Ad esempio, cucinando in casa e poi affittando una sala in parrocchia (soprattutto per cresime e battesimi) , o un parco dove organizzano la tavolata per festeggiare con pizzette, focaccine, pasta fresca e salumi, il tutto rigorosamente fatto a mano, magari con l'aiuto dei famigliari.
Un colpo duro per i ristoranti, che puntavano molto sul periodo delle comunioni.
«Ormai sono pochissime le richieste per le cerimonie – dichiara Luigi Francini titolare del ristorante Ippopotamus a Marina di Massa –, si lavora molto meno rispetto a qualche anno fa. Abbiamo troppa concorrenza: gli stabilimenti balneari, i circoli, i parchi dove la gente fa i rinfreschi... ci portano via tutta la clientela. Noi abbiamo abbassato i prezzi, ma paghiamo molte più tasse rispetto ad esempio ad un circolo, quindi più di tanto non possiamo essere competitivi. Mancano i controlli, adesso tutti fanno da mangiare. Per non parlare poi del degrado di Marina, chi vuoi che venga a festeggiare qua ?»
«Noi al massimo facciamo dei compleanni, anche perché non abbiamo una cucina adeguata. È dal 1946 che siamo aperti, ma Marina è in continuo peggiorare, è una vergogna. Le famiglie tendono al risparmio e i circoli fanno concorrenza sleale. Nessuno poi controlla», dice Nicoletta Bertini del ristorante sul mare Maria Pia.
Ma il business delle cerimonie deve subire anche le conseguene dei mutamenti del costume. Molte giovani coppie, un po’ per ragioni economiche un po’ per scelta decidono che – anzichè scambiarsi le fedi e giurarsi amore eterno – preferiscono la convivenza che non implica legami burocratici da affrontare. Di conseguenza, pranzi o cene di nozze addio.
«Ormai non si sposa quasi più nessuno. Con i matrimoni non si lavora davvero, ci salvano ancora le comunioni e le cresime. Noi anni fa eravamo sempre pieni. Non mi lamento però, la nostra fortuna è che abbiamo un bel posto fuori con la piscina che mi sono costruita negli anni. Poi i prezzi, non gli abbiamo mai alzati, un menù misto di pesce e carne, non supera i 40 euro», afferma Marina Lazzoni del ristorante Buongustaio.
Ma secondo Alessandro Costa titolare del ristorante Amici dell’Universo, il mercato delle cerimonie non conosce crisi: «Per quanto ci riguarda, io lavoro ancora bene, ma devo ammettere che ci sono famiglie che fanno i mutui per pagarsi un pranzo completo per svariati invitati. Se si continua così però si tornerà a cioccolate calde e bomboloni fatti in casa per festeggiare ».
E c'è chi la colpa a tutta questo calo del fatturato, lo imputa alla mancanza di una politica del turismo adeguata. «Le persone vanno in località più belle, magari dove ci sono parchi più curati per fare giocare i bambini. Io ho avuto un calo del 40%. Sono a rischio molti posti di lavoro. Io lavoravo molto anni fa con le cerimonie, adesso ho solo un matrimonio in prenotazione», dice Silvio Pedri della Carretta.
Il low cost è arrivato quindi anche nel settore delle feste legate ai “sacramenti” che continuano a celebrarsi, sì, ma tenendo ben sotto controllo il conto delle spese.
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