Sicurezza
«Solo la Regione può aiutarci»
I balneari chiedono un tavolo tecnico e il risarcimento danni E sperano in un intervento di emergenza in vista dell’estate
MASSA. Numero uguale oggettività. Ma stavolta l’equazione non vale perchè i 100mila euro di danni causati dalla mareggiata non sono in alcun modo misura o immagine della situazione - disastrosa - del nostro litorale. Certo, sono finiti in mare sdraio, patini, ombrelloni, qualche cabina. 100mila euro, appunto. Ma è quello che non è conteggiato a pesare di più: la sabbia per il ripascimento finita in acqua, i metri di spiaggia divorati dalle onde, la capacità ricettiva del litorale ridotta del 50% e l’ottimismo dei balneari - l’ultimo rimasto - finito sotto le suole.
Gli operatori - come si dice - sono alla frutta, bussano alle porte del sindaco e chiedono un incontro. Ieri pomeriggio si siedono intorno ad un tavolo e chiedono aiuto. Puntano - questo è l’obbiettivo più immediato - a un ripascimento d’emergenza per affrontare la stagione estiva. Ma la sabbia costa e trovare i soldi - vale anche per la Provincia - non è cosa da poco. Eppure senza qualche tonnellata di sabbia (magari ancora una volta quella prevista dal capitolato dei lavori anti erosione) non si aprono i battenti.
Poi c’è il secondo obbiettivo, ancor più ambizioso: ridefinire una progettazione complessiva per l’intero litorale, dal Lavello al Versilia. Perchè - ricorda Gazzoli (Riviera Apuana) - i lavori in corso rappresentano soltanto il primo lotto (dal Frigido a Poveromo) di un intervento più ampio. I cantieri non hanno mai valicato il Frigido: oltre il fiume arriva il Sin (Sito di interesse nazionale) e senza il via libera del Ministero non si muove un granello.
«Così dovrebbe essere - Gazzoli non parla per mezze parole - ma in realtà singoli interventi vengono autorizzati». E si concede un paio di esempi: «La rifioritura delle scogliere sul Brugiano e i lavori di fronte allo stabilimento della Croce Rossa». Un progetto unico, quindi - questa l’idea e la speranza - che ridisegni le sorti dell’intero litorale. Senza perdere un attimo. «Non metto sotto accusa l’intervento in corso da marzo, devo però ammettere - Gazzoli non si nasconde dietro un dito - che paghiamo lo scotto di 3 anni persi. La Provincia - e arriva al nocciolo della questione - non ce la può fare, tanto più in questa fase di commissariamento. Le nostre speranze sono riposte nella Regione: contiamo nel risarcimento dei danni e in un tavolo tecnico che ci permetta di fare il punto e disegnare un programma. E in tempi brevi». Gli operatori - almeno quelli di Riviera Apuana- sono disposti a sacrificare anche parte della stagione, ma il tavolo tecnico sperano possa essere convocato a giorni, massimo settimane. Per arrivare pronti a settembre. Una data lontana anni luce per chi deve aprire i battenti e non ha un metro quadrato. Per loro c’è una strada sola e si chiama ripascimento: altra sabbia per salvare - non una categoria - ma un settore - in ginocchio. Il turismo da solo non ce la fa più. (C.S.)
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