Il dolore
IL NODO DELLE SCELTE DA FARE
di ARONNE ANGELICI No, non sono elezioni come tutte le altre. E forse anche i sette candidati a sindaco, girando - come hanno fatto - per case e quartieri, di giorno e di sera, ne hanno sentito il...
di ARONNE ANGELICI
No, non sono elezioni come tutte le altre. E forse anche i sette candidati a sindaco, girando - come hanno fatto - per case e quartieri, di giorno e di sera, ne hanno sentito il peso in una campagna elettorale poco gridata, affidata - per i voti - al consueto spargimento di “santini” dell’esercito delle 17 liste.
E’ prevalso - con quelle eccezioni che, come è noto, non fanno regola - il senso della realtà, il sapere che siamo davvero ad un giro di boa importante, che non è il caso di spargere promesse alle quali tra l’altro è sempre più difficile credere, il sapere insomma che il ruolo del Comune deve cambiare. Tanto per cominciare non ci sono soldi e nei cinque anni di mandato è probabile che ce ne saranno ancora meno. Anche la politica delle poltrone se ne è accorta: in tutti programmi, chi più chi meno, si promettono riduzioni. Bene, ma non basta. Anzi, forse non è il problema.
Il vero problema saranno le scelte da fare, le cosiddette priorità. Da dove, da cosa cominciare? Una certezza arriva non dalla politica ma dalla Natura: il terremoto, l’alluvione avranno un peso fortissimo nel futuro prossimo. E non si tratta solo di andare a caccia di soldi per fare le opere necessarie di sicurezza idraulica e idrogeologica. Significa meno nuovo cemento, più qualità nelle costruzioni, più lavoro (e magari agevolazioni) nelle ristrutturazioni e nelle opere di demolizione e ricostruzione. Significa anche, per i cittadini avere maggiore consapevolezza dei rischi, meno egoismo (vedi tombature, abusi etc) , più senso civico: non si può scaricare sempre e comunque tutte le colpe sulla politica. E l’impegno movimentista che ha attraversato gli schieramenti, la richiesta di maggiore partecipazione sembra andare anche in questo senso.
Tra i temi della campagna elettorale (ma anche d’Italia, del mondo) c’è quello del lavoro, del rilancio della nostra economia. La reindustrializzazione di alcune aree dismesse, a cominciare dalla Eaton, non dipende solo dal Comune ma anche da Regione e dallo Stato (leggi Sin). Dipende invece dal Comune dare gambe (piani, regole certe, controlli) agli interventi ancora possibili dei privati nel terziario e nel turismo. Con una raccomandazione: attenzione massima alla qualità degli interventi, si dia spazio a imprenditori veri e non a speculatori. Degli alberghi, per esempio, si occupino albergatori e non immobiliaristi a caccia di mini appartamenti. Fare il sindaco 2013-2018 sarà duro. Auguri di cuore.
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