Finanza
Addio ripascimento, non c’è più sabbia
La mareggiata ha divorato il materiale accumulato sull’arenile. E adesso 15 bagni a Ronchi non possono aprire i battenti
MASSA. La difesa di una categoria non c’entra. O almeno non c’entra più. Se hai il coraggio di sfidare il freddo e le raffiche di vento, se, con i capelli che volano e i piedi che tremano, guardi il mare non puoi che sentirti ferito. Da cittadino. La ferita di un territorio che “rinuncia” ad una delle sue cose più belle: la spiaggia. La sabbia se n’è andata, 15 bagni a Ronchi non hanno più un metro quadrato per piantare un ombrellone, le cabine crollano come pedine di un domino. E se ne va anche l’ultima speranza: metri cubi di sabbia, miliardi di miliardi di granelli che avrebbero dovuto riconsegnare alla terraferma qualche metro. Invece ha vinto lui, il mare: si è divorato in un boccone la sabbia, trasportata da camion, accumulata da ruspe e in attesa di essere distesa per scaldarsi al primo sole estivo. Grandi cumuli inghiottiti dai marosi.
Certo, altri ne arriveranno perchè il mega progetto, quello che dovrebbe - se non frenare - almeno rallentare l’erosione, prevede un ripascimento mai visto prima. Ma le tonnellate perse, il mare difficilmente le riconsegnerà. Eppure, prima di abbandonare l’arenile, quelle collinette di sabbia hanno fatto il possibile: alte qualche metro, si sono “schierate” a baluardo degli stabilimenti: l’acqua si è portata via sdraio, lettini, ombrelli, ma alle casette in legno non è riuscita ad arrivare. La spiaggia però l’ha aggredita e divorata. Dal Paraflight, sul Magliano, procedendo a fatica sulla battigia, verso Poveromo, lo scenario è apocalittico.
Quanta fosse la sabbia già pronta per ripascere nessuno lo sa. Non lo sanno neppure i balneari. Stefano Gazzoli, Riviera Apuana, ancora aspetta «un piano» che definisca tempi e modalità: «Nessuna informazione sulla quantità di materiale già accumulato sull’arenile e cancellato dalla mareggiata, nessuna notizia su eventuali altri quantitativi in arrivo, nè su chi si debba far carico di stendere la sabbia lungo la spiaggia».
Del resto le ditte alle prese con i cantieri e le scoglierine non sono ancora in grado di fare calcoli. Lo conferma Stefano Varia, titolare di una delle aziende al lavoro: «La prossima settimana faremo il punto con la Provincia. Tutti conoscevano - aggiunge - il rischio di una mareggiata». Vero, altrettanto vero, però, che «quello che ferisce gli altri - parola di Gazzoli - uccide noi». Tradotto: mareggiate che danneggiano tratti di litorale, cancellano il nostro. Una cosa è certa: oggi il sole dovrebbe fare capolino e qualche turista, magari più coraggioso, potrebbe farsi vedere all’ombra delle Apuane. Troverà le porte chiuse a Ronchi, in 15 stabilimenti. In ginocchio anche i bagni di Poveromo e Partaccia.
Attraversi i parcheggi, arrivi alle verande e senti freddo ai piedi: l’acqua ti bagna le scarpe. Il posto per gli ombrelloni non c’è, neanche per una fila, neanche per uno soltanto. E adesso la vera sfida è guardare all’estate - davvero una sfida da numeri 1- con ottimismo. E - per essere concreti - disegnare una programmazione che permetta ai bagni di aprire i battenti. In ballo c’è un nuovo ripascimento. Ma rimane un enorme interrogativo: chi può permettersi di pagarlo?
Chiara Sillicani
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