Il Tirreno

Una maxi mareggiata spazza il litorale

di Alessandra Vivoli
Una maxi mareggiata spazza il litorale

Onde di due metri e mezzo fino alle cabine, lavarone su tutta la spiaggia. I balneari: il modo peggiore di iniziare la stagione

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MARINA DI CARRARA. Onde alte due metri e mezzo. Il mare che entra nei giardini, dentro alle cabine e si porta via le sdraio. E una scia, enorme, di lavarone, piccoli arbustie melma, che resta sulla battigia ma anche in mezzo agli ombrelloni, in una spiaggia che era in parte già in funzione (dal primo maggio) o già pronta per le prove generali d’apertura previste questo week end o, al massimo la prossima settimana. Tanta pulizia straordinariua, con la collaborazione di Amia, per i balneari. E grande coraggio di chi era già aperto e, sfidando maltempo e mareggiate, ha tutte le intenzioni di mantenere la spiaggia attrezzata a disposizione di clienti e turisti.

Sdraio e ombrelloni danneggiati, tutta la spiaggia da ripulire. Una mareggiata più da fine stagione, «da autunno» dicono alcuni addetti ai lavori, che ha spazzato il litorale di Marina. Dalle 5 e mezzo di ieri mattina molti balneari erano già all’opera, in spiaggia, per cercare di salvare gli arredi dalla furia del vento e del mare, e per cominciare la lunga e faticosa operazione di pulizia.

«Le onde ci sono arrivate fin dentro al giardino - spiega Pietro Giorgeri del bagno Lunezia, alla Fossa Maestra - Noi eravamo pronti per aprire, ora ci vorrà un bel po’ di olio di gomito per ripulire tutto: insomma non era quello che ci voleva all’inizio di stagione. Comunque io ne ricordo un’altra di mareggiate così grosse, alcuni anni fa, il 2 giugno: e i danni furono ancora più ingenti perché eravamo davvero tutti pronti». Sandro Telara, storico presidente di un nutrito numero di balneari, ieri mattina alle 5 e mezzo era già in spiaggia.

«Eravamo in allestimento, con quel mare volevano le sdraio in acqua - spiega - Abbiamo cercato di proteggere le attrezzature visto che eravamo in fase di allestimento, già quasi pronti per aprire».

E adesso il litorale deve fare i conti con il lavarone.

«C’è stata un’onda anomala, arrivata fino alle cabine - sostiene Andrea Biso del Mistral - Noi avevamo già 170 ombrelloni, abbiamo dovuto rilavare tutto. Il pattino poi, l’ho trovato a metà spiaggia, qualche bagno più in là».

I bagni già aperti non chiuderanno. In molti stabilimenti avevano anticipato le tappe e, sfidando anche una primavera davvero condizionata dal maltempo, hanno aperto i battenti il primo maggio. E adesso fanno i conti con i danni della mareggiata. «Qui piccoli arbusti e fango sono arrivati dappertutto - spiega Marco padri dell’Associaizone Balneari - Abbiamo chiesto e ottenuto un passaggio straordinario ad Amia. È una corsa contro il tempo ma una cosa è certa, resteremo aperti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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