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Cesare Leri

«Un super Comune no ma nemmeno 14 piani tariffari»

«Un super Comune no ma nemmeno 14 piani tariffari»

AULLA. L’evoluzione degli enti pubblici, sta plasmando un nuovo scenario, cambiando la stessa concezione di quella che è la “res publica” finora percepita dai cittadini. La probabile scomparsa delle...

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AULLA. L’evoluzione degli enti pubblici, sta plasmando un nuovo scenario, cambiando la stessa concezione di quella che è la “res publica” finora percepita dai cittadini. La probabile scomparsa delle province, la nascita di nuove entità municipali segnano questo sorpasso. Un cambiamento così esteso, richiede anche un diverso approccio amministrativo nella gestione del territorio, il Comune in questo contesto diventa il vero collante tra il comprensorio e la Regione.

E non a caso si va verso questo il traguardo della fusione fra Comuni. La Lunigiana è su questa via. Cesare Leri, presidente dell’Unione dei Comuni della Lunigiana, commenta questa svolta epocale che sta investendo la Lunigiana: «Con la riduzione del numero dei Comuni è normale e comprensibile che ci sia anche un decremento del numero di consiglieri in assemblea. Per ora sicuramente ci saranno 6 consiglieri in meno in virtù della fusione tra Villafranca e Bagnone. Questi accorpamenti,chiamiamoli così, saranno il futuro, non si potrà fare diversamente anche perché se non lo fanno le singole amministrazioni, verranno eseguite dalla Regione d’ufficio».

Una delle tante proposte che vengono dalle parti politiche è la creazione di un super Comune della lunigiana che assorba le 13 realtà municipali, Leri però non crede che sia una soluzione attuabile: «In questa trasformazione degli enti pubblici credo che, in un prossimo futuro, saranno presenti solo quattro o cinque municipalità. Un super Comune da 56mila abitanti, visto in ottica europea è solo il più piccolo quartiere di una metropoli. Non credo che sia la soluzione adatta da perseguire».

Secondo Cesare Leri, «quello che si para di fronte a noi è un’opportunità, è un modo per dare delle risposte in più e non per tagliare o per togliere potere decisionale, dato che quest’ultimo rimane di competenza dei singoli municipi».

Il grande traguardo da raggiungere non è tanto una fusione amministrativa completa, – dice – quanto una comunione di intenti che porti alla generazione di un’economia unitaria, dato che nell’attuale situazione c’è una dispersione di energie che potrebbero essere meglio utilizzate: «Attualmente – prosegue Leri – ci rapportiamo a quattordici diversi piani tariffari, io questa cosa non la ritengo normale. Si dovrebbe raggiungere un’intesa per cui si possa dare un minimo comune denominatore a tutti gli applicativi. In questo modo si genererebbe un risparmio. Se ad esempio ora si spendono 130mila euro per tutti i Comuni in un dato servizio, meglio sarebbe se si riuscisse invece a spenderne solamente 20mila, così si potrebbero reinvestire quei 110mila euro rimanenti nel potenziamento dei servizi. La strada che vogliamo percorrere è questa, – conclude Leri – deve essere vista come un modo di fornire qualcosa in più al cittadino».

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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