Il Tirreno

Onde di tre metri, Ronchi è di nuovo ko

di Melania Carnevali
Onde di tre metri, Ronchi è di nuovo ko

Al bagno Ida rimangono soltanto due cabine. Ancora sotto accusa i lavori: servono barriere parallele alla costa

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MARINA DI MASSA. Non c'è pace ai Ronchi. I balneari non hanno fatto in tempo a tirare un respiro di sollievo per l'arrivo delle scoglierine e a piantare i primi ombrelloni, dopo una lunga stagione invernale trascorsa a riparare danni, che un’altra mareggiata, giovedì notte, è arrivata. Una prova del nove per i lavori antierosione,ancora in corso: il mare ha devastato tutto. Nonostante le scogliere appena poste - comunque devono ancora essere rafforzate - le onde,alte tre metri, si sono scagliate sulla spiaggia portando via quei pochi ombrelli appena piantati e arrivando indisturbate fino ai parcheggi.

Lo stabilimento con i danni più pesanti è il Paradiso. Giovedì i titolari hannosistemato le prime tre file di ombrelloni e, solo da qualche giorno, il parcheggio, devastato dalla mareggiata di ottobre, è agibile. Le onde hanno dato sfogo a tutta la loro potenza inondato proprio il parcheggio. Sono riuscite a portarsi via 14 ombrelli, 14 lettini e 28 sdraie. Anche al bagno Delfino – che nelle mareggiate dell'anno scorso aveva perso diciotto cabine e le docce - il mare ha allungato la sua corsa fino al bar, “ha rubato” tende – poi recuperate – sedie e tante ore di lavoro. Davanti all’Ida, già alle prese con i crolli negli anni scorsi, ora ci sono alcuni scogli a protezione delle uniche due cabine rimaste, perché il mare aveva riniziato a mangiarne la parte sottostante. L'umore dei balneari non è mai stato così basso: dopo più di tre anni trascorsi a riparare – invano - danni, sono scoraggiati e pieni di ira. Nei confronti di tutti: dell'amministrazione, dei tecnici, deicolleghi: «Sono tutti incompetenti – esplode Ricciardo Ansani del bagno Delfino – dal sindaco, che sembra dormire, alla Provincia che si dovrebbe occupare della questione, ma non sa nemmeno da dove partire. Se ci troviamo in questa situazione è colpa di chi ci amministra e non sa fare il proprio lavoro. Poi - ecco l’attacco alla categoria - ci sono balneari che si sono fatti il loro eden davanti al proprio stabilimento. E in altre zone non si può intervenire?». «È davvero snervante – incalza Nicola Barìa, del bagno Paradiso – Sono tre anni che non facciamo altro che riparare danni. Ma come è possibile che ci sia tanta incompetenza? Perché non ci mettono barriere parallele alla spiaggia? Dicono che danneggerebbe Forte dei Marmi, ma il Forte provvederà. Noi abbiamo bisogno di lavorare, ma così non possiamo. Dove mettiamo i lettini? Sul tetto?».

Sembra davvero un’epopea quella dei balneari dei Ronchi che a ogni mareggiata si trovano costretti a contare i danni e a domandarsi se e quando funzioneranno i lavori anti-erosione. Perplessità vengono espresse all'unanimità. «Finalmente hanno iniziato a lavorare correttamente – spiega Stefano Gazzoli, di Riviera Apuana – ma non basta. Stiamo facendo i conti con tre anni di negligenza e incompetenza. Queste scoglierine non fermeranno completamente il problema dell'erosione e abbiamo bisogno di interventi più importanti. Per questo se ne dovrebbe occupare la Regione, la Provincia ha dimostrato di non essere in grado».

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