Il Tirreno

Il dibattito sulle case di riposo

La Cgil: si alle Rsa pubbliche

«Ma le istituzioni ci dicano quali sono le loro intenzioni»

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AULLA. La Cgil torna ad occuparsi della querelle attorno alle case di riposo in Lunigiana, esplosa nelle scorse settimane a seguito di una proposta da parte di sette Residenze sanitarie (Rsa), a private di acquisire le tre Rsa pubbliche che si trovano nei comuni lunigianesi di Bagnone, Fivizzano e Pontremoli. Un dibattito che è stato in questo periodo al centro dell’attenzione di vari soggetti che hanno espresso le loro opinione in merito.

Infatti, le segreterie provinciali Spi Cgil e Fp Cgil sono state convocate dalla direttrice generale dell’Asl di Massa Carrara, Maria Teresa De Lauretis, la quale ha fornito al sindacato importanti delucidazioni sulla situazione nelle Rsa lunigianesi: «Prima di tutto ci ha fornito – scrivono i sindacati – dati relativi all’occupazione delle strutture private lunigianesi, che vedono sostanzialmente una buona capienza, eccettuata una sola struttura; l’altro dato fornito riguarda i costi delle Rsa pubbliche, che presentano un sostanziale equilibrio di conti ed una gestione corretta delle risorse. Quindi, vengono smentite le voci di perdite circolate sulla stampa e di cui non comprendiamo i motivi».

Dalle tabelle fornite dalla Cgil, si può notare che le sette Rsa private intenzionate ad acquisire le tre Rsa pubbliche hanno 283 ospiti a fronte di 309 posti autorizzati, mentre le altre quattro Rsa private presenti in Lunigiana hanno 165 ospiti a fronte di 212 posti autorizzati.

«La dottoressa De Lauretis – prosegue la Cgil – ci ha anche informati di avere bandito la gara, tramite Estav, per la gestione futura delle Rsa pubbliche, visto che la gestione Cadal è in scadenza. Siamo stati informati che la gara prevederà la tutela delle maestranze che, attualmente, lavorano in queste strutture, anche se il format di gara, pur restando una struttura pubblica sia per le tariffe sia per il controllo, prevederà che la ditta vincente si occupi della intera gestione».

«Questi dati sono – prosegue il sindacato – stati comunicati ai sindaci da parte dell’Asl ed auspichiamo che, a breve, le istituzioni ci convochino per informarci delle loro intenzioni, visto che decidere compete ai sindaci, che detengono il 51 per cento».

Inoltre, secondo la Cgil, alla luce di questi dati verrebbero a cadere alcune preoccupazioni che i sindaci avevano in ordine all’equilibrio dei conti delle strutture pubbliche ed anche in merito alle Rsa private.

«E' necessario altresì che anche le istituzioni regionali presenti nel territorio si battano per ottenere quote sanitarie in più, che permetterebbero di dare anche risposte a quelle strutture private oggi in difficoltà».

In conclusione, le segreterie provinciali Spi Cgil e Funzione pubblica Cgil restano in attesa di convocazione da parte dell’assemblea dei sindaci della Società della Salute della Lunigiana, «fermo restando che tutta la Cgil è per il mantenimento delle strutture pubbliche senza se e senza ma, auspicando, nel contempo, che si comprenda che solo con uno sforzo comune si possono affrontare le crisi del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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