Il Tirreno

Grillo: «Tutti a casa vinceremo noi»

di Claudio Figaia
Grillo: «Tutti a casa vinceremo noi»

Almeno 1.500 persone al comizio del leader dei Cinque Stelle

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MASSA. Un comizio che somiglia a uno show; uno show che è anche una chiamata alle armi; un’ora e passa di invettive, accuse, battute, visioni sul futuro, programmi politici. È il Tutti a casa Tour di Beppe Grillo, andato in scena ieri pomeriggio in piazza Garibaldi davanti a una folla di almeno 1.500 persone – numeri “mai visti” per una manifestazione politica in città – compreso un mini gruppo di contestatori (di cui, in verità, pochi si sono accorti) lì per chiedere conto a Grillo della posizione definita di “apertura” (di mesi fa) a Casa Pound.

Grillo arriva puntuale in una piazza già calda (per il sole e per la calca) e non si risparmia. Ce n’è per tutti. Per il capo del governo Letta, anzi "Pirletta" che «per anni ha fatto il nipote di suo zio e solo adesso si accorge che c'è l'emergenza lavoro». Per il Pd «che se davvero voleva cambiare avrebbe votato Rodotà o anche Prodi alla presidenza della Repubblica. E invece ha voluto l'inciucio». Per i giornalisti «abbiamo tutti i media contro, ci vogliono massacrare, quando per vedere i nostri conti basta andare alla Camera di Commercio o il mio 740» e anche un po’ per la Gabanelli «che fa il suo lavoro, però è sempre una funzionaria…».

Ma Grillo parla anche di sanità. «Si fa confusione tra salute e sanità. Sanità sono ospedali belli e tecnologici. Ma la gente non vuole farsi curare in un ospedale con la moquette. Vuole non ammalarsi. Dove però c'è miseria la gente si ammala di più». E poi: «Come si fa a dire alle donne che per non farsi venire il cancro devono togliersi le tette? Ora vogliono far tutte come la Angelina Jolie. Donne, vi prendono per il c... Le donne che fanno la mammografia a scopo preventivo e quelle che non la fanno si ammalano nella stessa percentuale, ne salvano due su un milione…».

Salta da un tema all’altro, Grillo, da quello della crisi –«Squinzi ha detto quello che io dico da due anni, siamo sull'orlo del baratro», al presidente della Repubblica: «Ci hanno mandato la polizia per indagare sul reato di vilipendio, reato che esiste solo in Italia. Ce lo spieghi lei, Dalle Luche – dice indicando il faccione sul cartellone del notaio candidato della lista civica Il coraggio di cambiare e scatenando le risate del pubblico – cos’è il vilipendio». Ma c’è un filo conduttore nel suo comizio: un afflato, diciamolo, rivoluzionario. «Abbiamo da rifare tutto il paese. E lo rifaremo», dice in uno dei passaggi più applauditi del suo intervento. «Vogliono portarci alla guerra civile, vogliono farci sbranare ma a settembre massimo ottobre si va a votare e troveranno ancora noi. Vinceremo perchè non hanno speranze e ne rimarrà soltanto uno. L’unico modo per farmi fuori è mettermi 5 chili di cocaina in macchina o darmi del pedofilo».

La gente si entusiasma, si spella le mani. Per i candidati a sindaco 5 Stelle è un’iniezione di fiducia – e probabilmente anche di voti – formidabile. Così Riccardo Ricciardi strappa a sua volta un’ovazione quando parla della campagna elettorale dei grillini «contro tutti, contro un centrosinistra che ha messo due candidati “foglie di fico” ma segue logiche spartitorie; contro un centrodestra che si divide e non sa neanche perchè». I Cinque stelle si tengono però cauti sulla conquista di palazzo civico. «Bastano 4-5 eletti e apriremo il consiglio comunale. Renderemo tutto trasparente», annuncia Grillo. «Vogliamo ricostruire la città, stiamo ponendo le basi per questa ricostruzione», dice Ricciardi. Il finale è per i candidati sindaco del M5S di Viareggi, Max Bertoni; e di Pisa, Valeria Antoni. Grillo impiega un quarto d’ora a scendere dal palco e raggiungere il camper: tutti vogliono stringergli la mano, dirgli qualcosa; c’è chi chiede un autografo che spera di esporgli il suo caso. Arrivano anche un vassoio di focacce e bottiglie di vino. La tappa del Tutti a Casa tour è finita, poco distante arriva la ex ministra Maria Stella Gelmini. Un altro mondo.

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