Il Tirreno

Gelmini contestata, botte in centro

Gelmini contestata, botte in centro

Non solo urla e slogan degli studenti contro l’ex ministro. Ferito un militare, un giovane rischia l’arresto

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MASSA. Scontri tra le forze dell’ordine e i ragazzi del Coordinamento studentesco massese e della Casa rossa occupata, scesi in piazza a contestare il deputato del Pdl Maria Stella Gelmini, in città per sostenere la candidatura a sindaco di Stefano Caruso. Il parapiglia si è consumato davanti al teatro Gugliemi. È successo tutto in una frazione di secondo: l’onorevole è uscita dal bar Battistini, dove aveva parlato dei problemi del territorio insieme a Caruso. Ad accompagnarla l’urlo di poche persone che ritmavano la parola vergogna, mentre i volontari in maglietta verde la applaudivano. Niente di particolarmente preoccupante per il servizio d’ordine predisposto dal questore davanti al locale.

I problemi sono venuti sull’altro fronte, dove era stato organizzato il sit-in dei ragazzi di sinistra. Uno di loro ha lanciato un cartello con l’effigie dell’ex ministro a mo’ di santino (Beata ignoranza) . Nel parapiglia un carabiniere ha subito un colpo al volto. Il militare sanguinante è stato soccorso e portato nel furgone a medicare. Ma gli animi tra i due fronti, dopo una calma durata quasi due ore, si sono surriscaldati. I manifestanti hanno iniziato a insultare le forze dell’ordine provando a sfondare. Non ci sono state le manganellate, ma sono volate sberle e calci. Da una parte e dall’altra. Il ragazzo che ha tirato il cartello è stato identificato e rischia l’arresto nelle prossime ore. C’è la flagranza del reato. Ma prima dovranno essere visionati i filmati girati dagli agenti.

Ma davanti al Guglielmi la tensione è salita sempre di più, proprio perché non sembrava una giornata che doveva terminare in questo modo. L’accordo tacito, come accade spesso in questi casi, era quello di permettere al Coordinamento studentesco di esprimere tutta la sua rabbia contro l’ex ministro dell’Istruzione (parecchi gli slogan anti tagli alla scuola) ma senza sfondare la linea Maginot delimitata al teatro, in modo da creare un cuscinetto di sicurezza con la manifestazione del Pdl. Ma il gesto di uno ha fatto saltare il banco e i nervi, da entrambe le parti. Del resto la vista del sangue del giovane militare ha interrotto ogni rapporto di fiducia che si era creato tra i tutori dell’ordine e i contestatori (si conoscono da parecchio, ormai).

È stata la Digos ha riportare la calma, grazie anche alla collaborazione dei leader del movimento studentesco. Un passo indietro da una parte, un passo indietro dall’altra. Qualche attimo per stemperare gli animi, poi si è tirato un sospiro di sollievo. Ma in viale Eugenio Chiesa si è vissuto un altro pomeriggio di tensione. Per cosa non si sa. Come direbbe Gaber: cos’è la destra, cos’è la sinistra?

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