Il Tirreno

Corsi di formazione gratis, aziende assenti

Oligeri: Massa Carrara fanalino di coda nell’utilizzo del Fondo Artigianato, che è un’opportunità per dipendenti e titolari

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CARRARA. La provincia fanalino di coda in Toscana: lo è stata spesso per vari motivi, e ora la Confartigianato rivela che questo triste primato lo detiene anche in un’altra occasione. Cioè quando le imprese hanno la possibilità di non spendere un solo euro per i corsi di formazione professionale. Di fatto, dice il segretario generale dell’associazione, Gianfranco Oligeri, «abbiamo constatato che la provincia apuana ha il minor numero di adesioni di aziende al Fondo Artigianato Formazione», cioè uno strumento che consente alle imprese di “travasare” su tale Fondo, senza alcun costo aggiuntivo, il contributo addizionale dello 0,30% che i datori di lavoro, dal 1993, versano in modo automatico e obbligatorio all’Inps.

«In Toscana le adesioni al Fondo sono il 37%, a Massa Carrara sono il 18%. – dice Oligeri, che ha spiegato la situazine assieme a Luciano Franchi e Attilio Papini – in pratica localmente aderiscono un migliaio di imprese su seimila ditte artigiane. La Provincia fa bandi, con fondi regionali, nazionali, europei, per dare opportunità formative soprattutto agli inoccupati, ma esistono anche i Fondi categoriali, come FondAtigianato Formazione che ha tante risorse, ben 43 milioni di euro a livello nazionale, per il 2013 fino al marzo 2014. Con queste risorse vengono effettuati corsi formativi, completamente gratuiti, per dipendenti (e possono assistere anche i titolari). Corsi calibrabili sulle esigenze delle singole aziende». In pratica corsi su misura a costo zero per le imprese (cioè con i soldi che prima venivano versati all’Inps e che sono stati dirottati sul Fondo). «Contatteremo le aziende, non solo le nostre associate, ma di tutta la provincia, per informarle che esiste questa opportunità. Solleciteremo anche gli studi professionali e i consulenti del lavoro a dare informazione».

Oligeri aggiunge che Confartigianato ha un suo proprio servizio di supporto su questo tema, e che sono state elaborate schede per rilevare i bisogni formativi: dall’autoriparazione, all’edilizia, dalla gioielleria, alla meccanica, dagli impianti alla moda.

Potranno essere svolti corsi per singole aziende («anche al loro domicilio»), per gruppi, per settori. Un’opportunità per stare meglio sui mercati in evoluzione. Ma non basta: «La formazione gratuita - dice il segretario – potremo allargarla, dalle prossime settimane, anche a quella obbligatoria, come ad esempio i corsi per la sicurezza che finora hanno avuto costi aziendali».

Ma perché questo scarso ricorso al Fondo Artigianato? Secondo Oligeri perchè le imprese hanno preso per lo più come punto di riferimento l’istituzione, cioè i corsi promossi dalla Provincia, «mentre nel Nord Italia i Fondi per le attività formative vengono molto utilizzati, soprattutto per gli aggiornamenti tecnici».

Confartigianato con una sua agenzia ha già svolto corsi gratuiti per le imprese aderenti: ad esempio per l’impiantistica (una quarantina), e per i saldatori. «Siamo in fase di accredito del GSQ, cioè un nostro strumento per la gestione, sicurezza e qualità. Potremo così fare direttamente i corsi di cui stiamo parlando, recependo le esigenze specifiche delle singole imprese». Quindi flessibilità sul numero dei corsi e sulla loro durata, con docenti esperti.

Cinzia Carpita

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