Il Tirreno

«Con la sanità in area vasta ci sono rischi di non ritorno»

«Con la sanità in area vasta ci sono rischi di non ritorno»

Allarme Cisl: nella zona di costa nord si passerebbe da 6 a 2 Asl, si perderà la centralità in servizi come i laboratori di analisi. Serve un confronto a tutto campo

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CARRARA. La Cisl provinciale, di cui è segretario Andrea Figaia, lancia un allarme sanità che va oltre i confini locali, sostenendo che il sistema di area vasta su cui è in corso una serie di riunioni in questo periodo a livello istituzionale, potrebbe avere ripercussioni negative sull’area apuana.

E per questo chiede un incontro con i soggetti competenti. L’obiettivo del sindacato è capire quali prospettive ci saranno per l’utenza locale.

Le riunioni in questione a cui fa riferimento la Cisl si sono svolte a Pisa e il sindacato indica anche la programma riunione in Regione con l'assessore alla sanità Marroni.

«Che succede? Tira aria di smobilitazione per la sanità apuana ? Di certo – sostiene la Cisl – le recenti dichiarazioni dei vertici dell'azienda sanitaria devono esser prese con le molle: da una parte infatti si certa di ostentare una certa tranquillità, dall'altra al di là del piano di rientro, cruento per il debito accumulato, si viaggia speditamente verso una logica di area vasta. Area vasta che comprende Massa Carrara, Versilia e Lucca e dall'altra le varie aziende di Pisa e Livorno con le isole».

« Tra le righe della documentazione presentataci in area vasta la scorsa settimana e relativa all'ultima riorganizzazione in essere, alcune novità ulteriori, gravi, foriere di serie e pesanti ristrutturazioni ci sono eccome: riorganizzazione di un polo chirurgico afferente le specialità chirurgiche urologiche, ginecologiche e proctologiche (colon) nel nuovo ospedale di Lucca; riorganizzazione delle aree subapicali dipartimentali per esempio della “prevenzione” in una logica di area vasta che comprende, guarda caso, le tre aziende - diciamo della parte nord - e poi analogamente le altre tre aziende della parte sud; riorganizzazione in area vasta della rete dei laboratori analisi; taglio dei costi su beni servizi, farmaceutica eccetera».

La Cisl ricorda di essere sempre stata disponibile a un confronto sui problemi: «riorganizzare, accentrare, diminuire teste di altissima dirigenza, sono temi che conosciamo e sui quali al confronto, come accadde quando demmo la nostra valutazione positiva al nuovo ospedale unico, non ci siamo mai sottratti».

Ma ora la Cisl esprime preoccupazioni per «quanto sta avvenendo: in pratica la Regione sta cominciando ad organizzare la sanità, con punti di non ritorno, in una logica di riduzione delle aziende sanitarie; in quest'ottica nell'intera zona di costa nord si passerebbe da 6 a 2 e con capitale Lucca e Pisa. Le eccellenze o le sub eccellenze verrebbero situate nella logica sopra esposta. Inoltre si perderà centralità nei laboratori analisi, nella centrale dell'emergenza urgenza. La Regione ha la necessità contabile di far quadrare i conti: se i conti tornano in area vasta ( traduzione: se la gente da Massa va in Versilia a Lucca o Cisanello va bene lo stesso, e questa percentuale ad oggi supera il 70%) il problema toscano non è offrire buona sanità necessariamente a Massa o Carrara, ma invece nel comprensorio. Siccome la nostra gente continua ad andare nell'ospedale di prossimità – cioè Massa, Carrara, e gli altri - con una percentuale intorno al 65% e questo per comodità, per le nuove povertà, per la popolazione anziana, ci dovremmo accontentare di una sanità di serie B».

La Cisl osserva inoltre: «I posti letto di area vasta erano nel 2012, 4.895; siamo oggi a 4.456, ( meno 439 ), e diventeranno nell'anno in corso 4.070 (meno 386 )».

Secondo il sindacato, occorrerà capire nella nostra Azienda cosa significa tutto questo. «Chiediamo un incontro alla Direzione per capire la declinazione dei tagli negli ospedali apuani. Si dirà: và così il mondo. Invece occorrerebbe, anche in questo caso, una presenza forte istituzionale, che tratti con la Regione senza continuare a subire così, senza colpo ferire. Basta! Si tenga la schiena dritta e si facciano gli interessi del territorio».

A parere della Cisl, «oltretutto in una logica di accorpamenti istituzionali, sarà ancora peggio» Il sindacato si rivolge alle istituzioni, alla politica: «Qualcosa su tutto questo dovrà pur interessare, anche le elezioni nel comune della Presidenza della Conferenza dei Sindaci. Invece di fare il Piano Attuativo Locale nelle vostre segrete stanze e partorire il topolino».

«Chiediamo un confronto a tutto campo», questa è la domanda pressante che il sindacato rivolge agli interlocutori che istituzionali, lle parti in c: c'è l'interesse del mondo del lavoro pubblico e privato, senza rinnovo del contratto nazionale da 4 anni, i licenziamenti e la cassa integrazione per le dipendenti delle cooperative e c'è anche quello dei lavoratori, dei pensionati, della povera gente da tutelare quando chiede, spesso disperata, un servizio sanitario adeguato, come siamo stati abituati ad avere. Forse dovremmo fare mente locale a cosa si prova, quando dovendo fare un esame importante, ci viene detto, se va bene, “torni a luglio o settembre».

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di Redazione web