Sicurezza
Aumento Iva, Comune in perdita
Almeno di 50mila euro all’anno secondo l’assessore Romiti
VILLAFRANCA. Lo slittamento della rata dell’Imu, prevista per giugno, a settembre non dovrebbe far cambiare nulla nella disposizione economica degli enti comunali. La posticipazione del pagamento riguarderà solamente le prime case, rimarranno al di fuori le seconde case, i fabbricati e i terreni. Il terremoto che si prospettava per le casse comunali alla fine non ci sarà, anche perché il gettito che non verrà riscosso sarà versato direttamente dallo Stato. L’incognita ancora da risolvere, sarà sulla nuova natura della tassa, dato che il rinvio del pagamento consentirà una rivisitazione della stessa e, quindi, si potrebbe presentare sotto una nuova veste alla scadenza del 16 settembre, data ultima per il versamento.
Le piccole realtà municipali, come Villafranca, non risentiranno quindi di alcun effetto negativo come spiega Massimo Romiti, assessore al bilancio: «Non si creerà alcun deficit di introiti, in quanto se da una parte è garantito l’afflusso di crediti provenienti dalla tassazione su terreni, seconde case e fabbricati, dall’altra il mancato introito della prima casa sarà garantita da un anticipazione da parte del governo centrale. Per quanto riguarda Villafranca la cifra si aggira intorno ai 400mila euro. Non venendo a crearsi nessun tipo di sconvolgimento finanziario delle casse comunali, si potrà di redarre il bilancio di previsione, previsto per giugno».
I valori di ragioneria però insegnano che se da una parte si definisce l’inesigibilità di una tassa, seppur a breve termine, si deve trovare una copertura a quei 4 miliardi che mancheranno a rendiconto. La soluzione trovata è l’aumento dell’Iva, manovra già adottata dal Governo Monti, che passa dal 21 al 22%.
«Con l’aumento dell’Iva - prosegue Romiti - il Comune perderà 50mila euro all’anno. Tutto infatti costerà di più, si parla sia di servizi che di acquisto di materiale di cancelleria fino ad arrivare alle bollette che il Comune deve pagare. Si dovrà porre grande attenzione alla spesa, ancora di più di quanto si sta facendo ora. Rimango comunque moderatamente ottimista, il piano di risanamento sta funzionando, stiamo rientrando in quelle soglie di normalizzazione dei conti che ci fanno stare più sereni, anche se non è un buon motivo per rilassarsi, non si può di certo spendere e spandere, altrimenti la lezione imparata dal passato recente serve a poco».
Cristiano Borghini
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