Sicurezza
Già arrivate le notifiche ai 75 testimoni dell’accusa
MASSA. Stanno arrivando a tempo di record le notifiche ai settancinque testi dell’accusa del processo sulle cremazioni del Mirteto. Le prime sono state recapitate ai diretti interessati martedì...
MASSA. Stanno arrivando a tempo di record le notifiche ai settancinque testi dell’accusa del processo sulle cremazioni del Mirteto. Le prime sono state recapitate ai diretti interessati martedì mattina, meno di ventiquattro ore dopo la decisione del collegio di riconvocare i testi del pm Federico Manotti per lunedì 27 maggio. Ma come faranno difesa, accusa, parti civili e giudici a sentire tutti? L’idea è quella di far confermare quanto già detto nella prima convocazione (per alcuni si parla di due anni fa), ma non per tutti sarà così. Alcuni legali hanno già manifestato l’intenzione di approfondire i racconti dei testimoni chiave del pubblico ministero. Chi? Due nomi sutti: Enzo Pucci, l’operaio di Euroservizi già condannato col rito abbreviato, e il medico legale Maurizio Ratti.
Il primo aveva spiegato, confessando quanto contestatogli da Manotti, cosa accadeva in quell’impianto, tirando in ballo anche i colleghi e il titolare dell’azienda Renato Alibani. Il dottor Ratti invece aveva spiegato scientificamente come era stato possibile risalire a più di un’identità nei resti trovati in alcune cassette. E soprattutto aveva più o meno fatto un calcolo a quante salme potevano corrispondere quei chili di ceneri ritrovati nei magazzini. Quella del medico era stata una deposizione particolarmente lunga e molto tecnica, soltanto Ratti aveva portato via un’intera udienza. Stavolta ci vorrà molto di meno, ma comunque l’impressione è che non potrà limitarsi soltanto a confermare quanto già registrato. Il rischio perciò è che qualcuno dei settantacinque testi del primo round - gli altri due fissati sono il 18 e il 24 giugno - possano slittare all’udienza successiva.
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