Gioco
Arrestato l’uomo con le cesoie
Aveva tentato una rapina. Fermato dai carabinieri, ma il giudice lo ha liberato
MASSA. È stato arrestato il marocchino che l’altra sera in via Marina Vecchia ha terrorizzato residenti e negozianti con un paio di cesoie da giardiniere. Le manette sono scattate il giorno stesso dell’appello raccolto dal Tirreno, ma per un altro motivo: ha tentato un furto, trasformatosi poi in tentata rapina perché ha spinto un vigilates, all’Esselunga. Anche in questa occasione lo straniero era in stato di ebbrezza. Il problema è che l’uomo è già tornato in libertà, perché il giudice nonostante i precedenti lo ha rrilasciato con l’obbligo della firma.
L’arresto era avvenuto martedì alle 13: il giovane si era recato in un supermercato della zona, si era riempito le tasche di oggetti di profumeria per un valore di un centinaio di euro e, quando la vigilanza ha cercato di fermarlo, si è liberato spintonando violentemente l'addetto alla sicurezza; provvidenziale è stato l'intervento della pattuglia che ha immobilizzato l'uomo, nonostante i suoi ripetuti tentativi di fuga, e l'ha condotto in caserma. Ieri è stato convalidato l'arresto e al giovane marocchino è stato imposto solo l'obbligo di firma in attesa che si svolga il processo.
Le sue intemperanze avevano creato un bel po’ di preoccupazioni nell’opinione pubblica. Domenica scorsa aveva infastidito anche un bimbo alla stazione. «Quell’uomo è pericoloso, chiediamo alle forze dell’ordine di fare il possibile per allontanarlo dalla nostra città e dall’Italia», avevano detto i commercianti di via Marina Vecchia. Il nordafricano negli ultimi tempi causa una marea di problemi a chi lavora e a chi abita in quella strada. Ma soprattutto l’altra sera era completamente ubriaco e aveva con sé delle cesoie da giardiniere. Non aveva fatto male a nessuno, ma la paura era stata tanta, visto quello che è accaduto qualche settimana fa a Milano con il ghanese (Mada Kabobo) che ha ucciso tre persone a picconate. «Ha diversi precedenti - avevano spiegato i commercianti - eppure non si riesce a fare nulla per risolvere una situazione che a nostro avviso è a rischio. Il nostro è un appello per far capire, a chi ha i mezzi per farlo, di intervenire».
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