Il Tirreno

Ubriaco armato di cesoie, paura in città

Ubriaco armato di cesoie, paura in città

I negozianti di via Marina Vecchia chiedono aiuto alle forze dell’ordine: «È pericoloso, intervenite prima che sia tardi»

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MASSA. «Quell’uomo è pericoloso, chiediamo alle forze dell’ordine di fare il possibile per allontanarlo dalla nostra città e dall’Italia». A parlare sono i commercianti di via Marina Vecchia. Nel mirino un nordafricano che negli ultimi tempi causa una marea di problemi a chi lavora e a chi abita in quella strada. L’uomo l’altra sera era completamente ubriaco e aveva con sé delle cesoie da giardiniere. Non ha fatto male a nessuno, ma la paura è stata tanta, visto quello che è accaduto qualche settimana fa a Milano con il ghanese (Mada Kabobo) che ha ucciso tre persone a picconate. «Ha diversi precedenti - continuano i commercianti - eppure non si riesce a fare nulla per risolvere una situazione che a nostro avviso è a rischio. Il nostro è un appello per far capire, a chi ha i mezzi per farlo, di intervenire».

Il nordafricano in effetti ha una lunga lista di denunce. La maggior parte delle volte si tratta di episodi accaduti alla stazione. L’ultimo ha avuto come protagonista anche un bimbo. «Eppure lo vediamo portare via con le auto dei carabinieri o della polizia, ma il giorno dopo è di nuovo a piede libero a dare fastidio al prossimo». Il problema è che lo straniero ha bisogno di cure, tanto è vero che la maggior parte delle volte che viene fermato viene portato nel reparto di psichiatria, ci resta qualche ora e poi viene dimesso perché non sussistono i presupposti per il ricovero. Una situazione ingarbugliata, insomma. Che però non può e non deve ricadere su chi lavora e su chi abita in via Marina Vecchia o viale della Stazione, dove questo individuo gravita.

L’appello rivolto ai giornali è già arrivato alle forze dell’ordine che ieri hanno preso atto della situazione e hanno già cominciato a raccogliere informazioni. Probabilmente i negozianti verranno sentiti. In questura si sta già muovendo l’ufficio immigrazione per vedere se ci sono i presupposti per un foglio di via oppure l’espulsione. Quest’ultima però non è così semplice, come dimostrano i fatti di cronaca che riempiono anche i giornali nazionali. «Basta che abbia un processo in corso - spiega un dirigente della polizia - oppure un legame familiare ed ecco che abbiamo le mani legate».

Nonostante questo però il racconto fatto dai commercianti che hanno descritto il marocchino con un grosso paio di cesoie in mano ha fatto correre un brivido lungo le schiena di chi ha il compito di garantire la sicurezza. E quindi verranno presi dei provvedimenti. Quali? Il più immediato potrebbe essere un trattamento sanitario obbligatorio, in attesa di trovare un modo per poter allontanare un personaggio borderline che potrebbe provocare qualcosa di irreparabile, come hanno detto quelli che adesso hanno paura: «Meglio prevenire che reprimere, ne va delle nostre vite».

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