Attenzione
«Tasse abbassate o mi dimetterò»
La candidata a sindaco Sara Frassini presenta il suo programma elettorale in cui sono previsti risultati entro due anni
SARZANA. Continuano le domande ai candidati sindaco che, domenica e lunedì prossimi, si confronteranno per decidere chi sarà il successore du Massimo Caleo.
Dopo Alessio Cavarra e prima di Giovanni Johnny Giannini (in rigoroso ordine albabetico, quindi), oggi è la volta di Sara Frassini, idipendente nella lista Pdl.
Si tratta di quesiti a tutto campo che spaziano un po’ nella vita privata, ms maggiormente, come giusto che sia, nell’attività politica svolta dai candidati sindaco.
1)Nome, cognome, stato civile, figli, professione?
«Sara Frassini, convivo con Massimiliano, laurenda in Ingegneria edile-architettura».
2) Ultimo reddito dichiarato?
«I gettoni di presenza del consiglio comunale e della commissione territorio: 181,20 euro».
3) Ha mai avuto condanne? Ha procedimenti giudiziari in corso (processi, indagini a carico,
avvisi di garanzia, ecc.)?
«No».
4) Ha mai fatto un condono edilizio?
«No».
5) Ha mai fatto un condono fiscale?
«No».
6) Ha mai fatto uso di droghe?
«No».
7) Quali giornali legge?
«Per lo più quotidiani che trattano anche cronaca locale».
8) Quali programmi tv preferisce?
«Guardo la tv solo se non ho niente da fare e per fortuna capita raramente. Non ci sono programmi che amo particolarmente. Non mi dispiacciono i documentari che mi permettono di scoprire nuovi paesi, diverse culture o semplicemente rivivere un viaggio fatto».
9) L’ultimo libro letto?
«Lezioni per la democrazia: i giovani amministratori alla prova della modernità. Una raccolta di lezioni magistrali svolte durante incontri promossi da Anci giovane e Italiadecide. Incoraggia i giovani a considerare la politica un servizio per i cittadini».
10) L’ultimo film visto?
«Al cinema non ricordo, l’ultimo a casa degno di nota “Quasi amici”».
11) Quale canzone canta sotto la doccia?
«Non canto... Penso alle cose che devo fare finita la doccia».
12) Personaggio storico più ammirato? E il più detestato?
«Giovanni Giolitti: “Le leggi devono tener conto dei difetti e delle manchevolezze del paese. Un sarto che deve tagliare un abito a un gobbo, deve fare la gobba anche all’abito”. Il più detestato, Hitler».
13) Il pregio che apprezza in un uomo? Il difetto che non sopporta?
«L’intelligenza e l’ironia (devono convivere perché diventino un “pregio apprezzato”). Non sopporto l’ipocrisia».
14) Per quale squadra fa il tifo? Pratica qualche sport?
«Milan, ma preferisco seguire il calcio quando gioca la nazionale».
15) Di quali partiti ha fatto parte? E oggi?
«Nessuno. Sono stata eletta come indipendente nella lista del Pdl. Mai avuto una tessera, tanto meno oggi».
16) L’uomo politico italiano più ammirato? Il più detestato?
«Perchè “l’uomo”? L’ammirazione non è il termine più appropriato con il quale riferirsi a un politico in questo momento. L’europarlamentare Lara Comi ad esempio una donna che apprezzo, è venuta anche a dare sostegno alla mia campagna elettorale pochi giorni fa. Pur essendo giovanissima è riuscita a dimostrare che con l’impegno e la determinazione si può essere giovani, preparati e competenti. La lista dei detestati è lunga».
17) Il più grande errore della sua carriera politica?
«Carriera è un altro termine che non mi si addice. La politica è un impegno, un esperienza. Ho sempre portato avanti battaglie in cui credevo o comunque in difesa dei diritti dei miei concittadini. Non c’è nulla che non rifarei».
18) L’atto della sua carriera politica di cui mena vanto?
«Aver portato all’attenzione del consiglio comunale le istanze dei cittadini con centinaia di interrogazioni e mozioni; essere stata l’unico consigliere ad avere un rapporto diretto e trasparente con i cittadini grazie all’uso del mio blog www.sarafrassini.wordpress.com. Aver riunito i commercianti del centro stimolando in loro la voglia di essere parte attiva del cambiamento in città. Ma soprattutto essere sempre stata coerente con le mie idee».
19) Cos’è oggi la politica? Ne dia una definizione.
«Dipende da chi la fa. Per molti è un lavoro, non è più il mezzo ma il fine, non è più un’idea ma un’esclusiva conquista del potere. Per me è il mezzo che mi permette di occuparmi direttamente della mia città, di essere vicina ai miei concittadini».
20) Se diventerà sindaco alzerà le tasse?
«Il mio programma prevede la riduzione di Irpef, dallo 0,8% tornare allo 0,4% e della Tarsu, ovviamente con l’avvio del porta a porta, nonché dell’aliquota Imu sulla prima casa. Ovviamente tutto ciò sarà possibile se e solo se riuscirò a ottenere la compressione della spesa corrente prevista nel primo punto del mio programma: 2,5 milioni da redistribuire nelle tasche dei cittadini. Se non riuscissi entro due anni a portare a termine questo punto rassegnerei le mie dimissioni».
21) i primi tre provvedimenti che prenderà?
«Riduzione spesa corrente, partendo da vecchi appalti assegnati nel 1990 che oggi non sono più economicamente vantaggiosi, da inutili sprechi di denaro pubblico, come l’auto blu in dotazione al primo cittadino, che sarà immediatamente dismessa. Entro i primi 90 giorni avvierò un “censimento” per capire quante abitazioni non risultano in regola e quante case vuote insistono sul nostro territorio. Questo servirà sia per definire la capacità abitativa di Sarzana ma anche per partire, con coscienza, con il bando per la redazione del Piano urbanistico comunale, che rappresenta certamente una priorità. La stesura del piano pluriennale per pianificare gli interventi di prevenzione per la messa in sicurezza del territorio è un’altra urgenza alla quale intendo dedicarmi nell’immediato».
22) Cosa manca a Sarzana?
«Manca il concetto di equità. Mi spiego meglio: esistono regolamenti ma vengono fatti rispettare a fasi alterne. Per intenderci: ad alcuni viene permesso di trasformare serre in colate di cemento passando da uso agricolo a uso commerciale, ad altri vengono fatte passare le pene dell’inferno per aprire una piccola finestra sul tetto. Poi nel concreto mancano centri di aggregazione per i più giovani, manca la piscina comunale, manca la cura del dettaglio, dell’arredo urbano. Manca la raccolta differenziata e il porta a porta, manca un piano del commercio che regolamenti o quantomeno indirizzi le nuove aperture. Manca il Piano Spiagge e manca un serio impegno per Marinella».
23) Quale progetto per lo sviluppo del Comune?
«Lo sviluppo può essere inteso in tanti modi. Lo sviluppo turistico e commerciale, ad esempio, è una priorità del mio programma: Internet dev’essere usato come trampolino di lancio per pubblicizzare il nostro territorio. Attraverso l’istituzione dell’Ufficio Europa si dovrà mirare a intercettare fondi per realizzare progetti che permettano di investire in città: questo si chiama “sviluppo economico”. Sul fronte urbanistico il discorso è molto più complesso. Bisogna fermarsi e capire che lo sviluppo può essere anche “riuso” quindi incentivare chi vorrà muoversi su questa linea».
24) Ci parli del Progetto Torre Botta. Lei è favorevole o no?
«La torre non c’è più da tempo! Almeno quella...È un progetto a cui mi opposi ancor prima di entrare in consiglio comunale e continuai anche dopo. Oggi i permessi di costruire sono stati rilasciati: è partita la parte privata lungo via Muccini. La parte pubblica rimane un’incongnita, ovviamente annunciata, visto che il Comune non ha i soldi per realizzarla. Senza considerare che è ancora pendente un ricorso al Tar, che potrebbe rimettere in discussione tutto. È il mostruoso esempio di come questa città è stata amministrata fino a oggi».
25) Perchè a Sarzana domina il centrosinistra?
«Perché molti sarzanesi sono rimasti per lungo tempo attaccati a un’ideologia che nessuno credo abbia mai rappresentato, almeno negli ultimi 10/15 anni. Ma non solo. La mancanza di alternanza ha reso possibile l’instaurarsi di un meccanismo che si basa sul clientelismo. Quest’anno sono sicura che i sarzanesi smetteranno di lamentarsi e troveranno il coraggio di cambiare».
26) Perchè fa politica?
«Per tanti motivi. Vorrei che la mia città fosse trattata in modo diverso, vorrei che se ne parlasse come di quei comuni virtuosi che riescono a chiudere il bilancio in pari. Vorrei che i giovani si sentissero in grado di esporsi e di cercare lavoro senza dover bussare alla porta di nessuno. Come dicevo prima vorrei che l’amministrazione comunale diventasse equa e imparziale».
27) Come si vive a Sarzana?
«Vivo a Sarzana da sempre, in centro storico da quando avevo sei anni. Non posso certo dire che le cose non siano cambiate: abbiamo la fortuna di vivere in una posizione geografica privilegiata che tante volte ripaga di tutte le carenze della pubblica amministrazione. Ma ci sono tante piccole cose che potrebbero agevolare la vita di tutti, ogni giorno. Vedere sempre cassonetti dell’immondizia straboccanti e sporchi e avere un Comune di confine che fa il porta a porta da anni rende l’idea del “si potrebbe vivere meglio”».
28) Chi chiamerà in giunta? Ha già fatto la squadra?
«La giunta sarà composta da soli 3 assessori, anziche dei 5 previsti, questo mi permetterà di poter tagliare anche i costi della politica. Saranno persone preparate e competenti, ma per scaramanzia i nomi non si fanno».
29) Nella sua lista ci sono personaggi inquisiti?
«No».
30) Dia un voto alla sua politica.
«Saranno i cittadini a giudicarmi!».(f.p.)
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