Il Tirreno

Per 400 giovani un assaggio di futuro

di Cinzia carpita

Con il progetto dell’alternanza, un po’ a scuola e un po’ in azienda. Accolti in 250 imprese e seguiti da tutor

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CARRARA. Fra loro ci sono i futuri manager apuani. Si, forse. E perché no? Il primo passo lo hanno fatto, 400 studenti aspiranti lavoratori, grazie al progetto Alternanza scuola-lavoro"che ha permesso a questi giovani delle superiori della provincia, in un triennio che si chiude ora, di fare esperienze lavorative presso aziende locali, pur continuando a studiale.

Il progetto, con i finanziamenti ministeriali, è stato organizzato dalla Camera di commercio assieme all’Ufficio scolastico provinciale e alla Provincia. E sulla base di un protocollo d'intesa sottoscritto nel 2009 con le Associazioni di categoria e gli Ordini professionali.

La sinergia con le aziende. Al progetto hanno partecipato 12 Istituti secondari, con circa 400 studenti, 18 Tutor scolastici,16 Tutor di rete, 250 fra aziende, soggetti privati ed enti pubblici che hanno accolto i ragazzi per le esperienze lavorative per un ammontare complessivo di 13.000 ore di percorsi in alternanza organizzati. Ogni ragazzo ha potuto “lavorare” 20 ore nel primo anno, poi 40 e quindi 60 ore. Quest’anno comincia il nuovo triennio del progetto.

Ieri mattina nel Centro congressi di Carrarafiere, gli alunni hanno ricevuto attestati di partecipazione: un elemento che può contare nei curriculum di ciascuno giovane aspirante all’ingresso nel mondo del lavoro.

Norberto Ricci: ragazzi studiate. Il presidente della Camera di commercio, Norberto Ricci, ha messo in evidenza che la disoccupazione in Italia è fra le più elevate in Europa, «per cui l’inserimento nel lavoro è uno sforzo importantissimo. Il progetto qui è partito dieci anni fa con soli tre istituti, tre classi, con una settantina di alunni in tutto che hanno partecipato all’alternanza scuola-lavoro. Oggi siamo a 400 alunni. Invito i ragazzi a studiare e ad acquisire attraverso la scuola una preparazione spendibile nel mondo del lavoro».

Ieri, fra gli interventi, quello della dottoressa Alfano, direttrice dell’Ufficio scolastico provinciale, che ha sottolineato la validità del progetto Alternanza scuola-lavoro («In genere sono contro i progetti (preferisco il fare), ma questo mi piace»); della professoressa Fambrini: del professor Giulio Armanini; di Isotta Soldaini del Centro per l’impiego. La Camera di Commercio ha avviato il progetto 10 anni fa; da allora sono stati conclusi 4 cicli triennali di alternanza con quello di quest'anno.

La scuola come trampolino di lancio. Partecipano al progetto tutti gli istituti scolastici della Provincia, ciascuno con un gruppo di 25/30 ragazzi (IIS Belmesseri di Pontemoli, IIS Da Vinci di Villafranca, IIS Barsanti di Massa, IIS Zaccagna di Carrara, IIS Montessori di Carrara, IIS Rossi di Massa, IIS Pacinotti di Bagnone, IIS Meucci di Massa, LS Fermi di Massa, LS Marconi di Carrara, Polo Artistico Gentileschi di Carrara, IP Alberghiero Minuto di Carrara).

Il dottor Massimo Marcesini dell’Irs, ha illustrato la situazione provinciale. Una popolazione di circa duecentomila abitanti. Per ogni cento persone che dovrebbero (per l’età della pensione) uscire dal lavoro, ne dovrebbero entrare 164 fra i 15 e i 19 anni.

Attualmente nel totale delle imprese in provincia le più numerose (5.899, il 30,8%) sono del commercio. Seguono le costruzioni e le attività manifatturiere. Un tessuto produttivo nel quale i giovani che escono dalla scuola potrebbero trovare sbocchi. Sono oltre 11mila le ditte individuali, e circa seimila le società. Un territorio che conta 29mila imprenditori, fra cui 12.434 amministratori, 11.283 titolari d’impresa, 3.506 soci, e 1.797 altri soggetti.A Massa Carrara l’occupazione risulta così suddivisa: 1,1% in agricoltura (3,1 in Toscana), 22,9% nell’industria (26,4), il 7,9% nelle costruzioni (7,9), e il 76% nei servizi (in Toscana il 70,5%). Nel nostro Paese il numero di persone in età lavorativa in possesso di un diploma di scuola media superiore ha superato i 16,3 milioni, dei quali risultano occupati 10,6 milioni, (il 65% del totale).

L’eserecito dei diplomati. I diplomati rappresentano la quota più alta sia degli occupati che di tutti i partecipanti al mercato del lavoro.

Nel 2012 hanno conseguito in Italia il diploma circa 423mila giovani, di questi la maggior parte possiede la maturità liceale (41%), poco più di un terzo proviene dagli istituti tecnici, e il 14% da quelli professionali. A questi si aggiungono un 7% di diplomati dagli istituti ex-magistrali e il 3% dalle scuola ad indirizzo artistico. Più di un quinto di questi diplomati è disponibile a entrare direttamene nel mondo del lavoro, mentre la restante parte proseguirà gli studi o la formazione.

«Non tutti purtroppo – viene sottolioneato nello studio Irs presentato al convegno di ieri – troveranno un lavoro, alcuni ingrosseranno le fila dei disoccupati».

Le conclusioni dello studio: «La minor occupazione e la più elevata disoccupazione ricadono prevalentemente sui giovani e sulle donne. Imprese: poche le presenze dei giovani nelle “stanze dei bottoni” delle aziende. Scuola: i giovani e la scuola un rapporto difficile ma fondamentale. Sbocchi professionali: il titolo di studio aiuta, ma la crisi offre sempre minor possibilità di scelta».

Il Centro per l’impiego. Ma ad aiutare i giovani a non perdersi d’animo nel salto dalla scuola al mondo del lavoro, c’è anche il Centro provinciale dell’impiego: Isotta Soldaini ha spiegato ai 400 studenti in sala, di cosa si tratta: «Può aiutare all’ingresso nel mondo del lavoro», tramite i tirocini che prevedono borse di studio, tramite corsi di formazione, tramite offerte di lavoro all’estero con il progetto Eures. C’è anche il progetto Trio per corsi formativi on-line.

Al Centro per l’impiego spiegano anche come si compila un curriculum o come si fa un colloquio di lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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