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Appaltopoli carcere, altri ventitré indagati

Appaltopoli carcere, altri ventitré indagati

La procura conclude anche il secondo filone d’inchiesta. Intanto il processo a Iodice va avanti

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MASSA. L’appaltopoli in carcere si arricchisce di un nuovo capitolo e soprattutto di nuovi indagati. Oltre al rito immediato per l’ex direttore dell’istituto Salvatore Iodice, l’ex contabile del penitenziario Salvatore Cantone e l’ex funzionario Stefano Tendola, e oltre la condanna a 2 anni e sei mesi per l’imprenditore Prospero Santacroce, la squadra mobile e il sostituto procuratore Rossella Soffio hanno depositato la notifica di fine indagini a 23 persone per altri lavori effettuati nella casa circondariale in regime di somma urgenza. Tra i 23 indagati ci sono ancora Iodice, Santacroce, Cantone e Tendola. Ma ci sono anche funzionari pubblici e imprenditori. Praticamente è il filone d’indagine rimasto fuori dal processo che si sta svolgendo in questi mesi a Massa.

A questo proposito proprio ieri mattina c’è stata udienza. E sono stati sentiti i testimoni della difesa, quelli della lista presentata dall’avvocato Riccardo Balatri, legale dell’ex direttore. Il primo a essere interrogato è stato Mario Manis, comandante della polizia penitenziaria del carcere di Massa dal 2005 al 2007. L’ufficiale ha confermato che la casa circondariale per la sicurezza presentava dei gravi problemi strutturali, problemi che avevano costretto la direzione a chiedere l’intervento di ditte specializzate per risolverli. Esisteva secondo quanto raccontato da Manis, quindi, la necessità di intervenire al più presto: «Il provveditorato non rispondeva alle sollecitazioni del dottor Iodice e noi facevamo pressioni perché in quel modo non era possibile operare».

Ma sul banco dei testimoni è salito anche un vicino di casa dell’ex direttore: Aldo Bruschi. Secondo la difesa il suo contributo è stato fondamentale, dato che è stato lui a vendere la casa a Iodice e quindi era a conoscenza dello stato in cui versava l’edificio. I lavori il responsabile della casa circondariale li aveva fatti fare prima del 2007, prima dell’intervento delle ditte di Santacroce.

Iodice, Cantone e Tendola sono accusati di aver tirato le fila di quella che è stata ribattezzata l'appaltopoli apuana. Per la stessa vicenda, ma con rito abbreviato, come detto era già stato condannato a due anni e sei mesi Prospero Santacroce, l'imprenditore che secondo l'accusa era d'accordo con Iodice, Cantone e Tendola per farsi aggiudicare gli appalti. Ieri mattina la svolta con la notifica di fine indagini ad altre 23 persone. Adesso si attendono le memorie difensive, tempo venti giorni il pm Soffio tirerà le fila e poi farà le richieste di rinvio a giudizio. Entro la fine dell’anno il giudice dell’udienza preliminare dovrà stabilire se bisognerà dare un processo bis e soprattutto con quali imputati.

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