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Scandalo cremazioni: il processo riparte da zero

Scandalo cremazioni: il processo riparte da zero

Il giudice Ferri diventa sottosegretario cambia il collegio I testimoni, quasi 200, devono tornare in aula

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MASSA - Il processo sulle cremazioni del Mirteto ricomincia da capo. O meglio, quasi da capo. Bisognerà riconvocare tutti i testimoni: sono quasi duecento, la metà familiari dei defunti finiti in quel forno maledetto. Una decisione obbligata dopo che il giudice Cosimo Ferri ha lasciato il collegio giudicante (e la toga) per divenire sottosegretario alla Giustizia nel governo Letta. Il tentativo dell’accusa, del pm Federico Manotti, cioè di dare per cquisiti i verbali delle testimonianze rese fino a quando nel collegio che dovrà emettere la sentenza per i dodici imputati c’era Ferri non è stato accolto dalle difese. La promessa del presidente del tribunale di Massa Maria Cristina Failla, tuttavia, cioè terminare la nuova fase dibattimentale entro la fine dell’estate, può ancora essere mantenuta. Il presidente del collegio ha fissato tre udienze per risentire testimoni e imputati: un vero e proprio tour de force che però ha un difetto: i tempi stretti, anzi strettissimi. Difficilmente a giugno si potrà chiudere il dibattimento, quindi. Ci vorrà almeno un’altra udienza. E poi la lunghissima discussione con accusa e parte civile che cercheranno di essere più veloci possibili, mentre le difese faranno - come è giusto - le arringhe prendendosi tutto il tempo che gli serve.

A proposito delle difese va detto che non tutti gli avvocati hanno chiesto di ricominciare da capo. Roberto Iacopetti, per esempio, difensore dell’ex funzionario del Comune Renzo Fialdini, ha detto che per lui il nuovo giudice poteva acquisire il fascicolo senza bisogno di integrazioni. Altri invece hanno detto di avere bisogno di un’integrazione per almeno una decina di testi, soprattutto vogliono risentire l’accusatore numero uno: Enzo Pucci, l’operaio di Euroservizi arrestato il giorno del blitz dei Nas. Ma potrebbe anche essere approfondita la deposizione del medico legale Maurizio Ratti. In due, avvocati Andrea Lazzeri e Stefano Beretti, hanno esercitato il diritto che gli riconosce la legge e cioè far ripartire il dibattimento.

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di Redazione web