Il dolore
«Rifiuti zero si può: trasformando il Cermec»
Riconvertire gli impianti, porta a porta “spinto”, ecco le ricette dei grillini per l’ambiente
MASSA. «Crediamo che nella mente di tutti siano passati i tempi in cui riempivamo di rifiuti un sacchetto di quelli neri e poi non se ne sapeva più nulla. Adesso sappiamo che i rifiuti finiscono da qualche parte, che quel "qualche parte" si sta riempiendo sempre più in fretta, e che soprattutto spesso è vicino a casa nostra». Così il portavoce sindaco di M5S, Riccardo Riccardi sul tema sempre caldo dei rifiuti, dello smaltimento, dei costi.
« Si sta inoltre sempre di più diffondendo la consapevolezza che bruciare i rifiuti non è assolutamente la soluzione, perché abbiamo capito che non corrisponde al vero il fatto che ciò che non si vede più, solo perché trasformato in fumo, non inquina - spiega - Senza dimenticare che una corretta gestione dello smaltimento consentirebbe di recuperare dai rifiuti importanti risorse riutilizzabili (carta, vetro, alluminio, plastica, organico, ecc…), e che ciò comporterebbe, una volta che il corretto recupero fosse portato a regime, l'assunzione di personale e un risparmio sulla tassa applicata alla raccolta dei rifiuti. Fin qui tutto semplice e lineare; perché non è stato fatto? Perché non si renderebbe indispensabile nessuna grande opera (inceneritore); perché non si renderebbero indispensabili macchine dispendiose come i compattatori; non sarebbe più necessario comprare cassonetti e campane per la raccolta dei rifiuti; non sarebbe più necessario avere tanti consigli di amministrazione (Asmiu, Cermec, ErreErre, ecc…); E il fatto che i rifiuti siano un business lo dimostra il fatto che le amministrazioni vogliono gestirlo insieme ad una società privata e unica per le province che vanno da Massa-Carrara a Livorno (non dimentichiamo che il privato ha ragione di essere in funzione degli utili, e che se non li ricaverà dal riciclo li dovrà ricavare dalle bollette). La gestione attuale dello smaltimento dei rifiuti è oggetto di multe dell’Unione europea (che ricadono sui cittadini) perchè a Massa viene differenziato meno del 30% dei rifiuti, mentre invece dovremmo essere oltre il 65%. La gestione futura (privatizzazione) disattenderà invece il risultato del referendum del 2011, che non obbliga a privatizzare e in ogni caso non prevede utili per i servizi di primaria importanza (e lo smaltimento dei rifiuti lo è, così come l'acqua)». La soluzione? Per il M5S è quella di « opporsi alla privatizzazione del servizio; riconvertire l'impianto ErreErre in attività per la selezione e la valorizzazione delle raccolte differenziate secche; adeguare le strutture Cermec finalizzandole al “recupero di materia” attraverso il trattamento meccanico biologico a freddo dei rifiuti e la gestione del ciclo del multi materiale, attualmente affidato a Revet; introdurre la raccolta porta a porta, che consentirebbe di raggiungere immediatamente soglie di raccolta differenziata oltre l’80%». Sulla differenziata porta a porta, accusa Ricciardi, «qui a Massa siamo caduti nel ridicolo, lanciandone la sperimentazione solo a Romagnano; non si capisce perché un modello che funziona non possa essere semplicemente applicato seguendo delle regole (quando si tratta di fare una Ztl senza parcheggi invece sembra che la sperimentazione non serva). Dunque, istituire la raccolta differenziata porta a porta non servono sperimentazioni o periodi di prova che durano anni: servono regole precise e serve farle rispettare; quando i cittadini si renderanno conto che seguire le regole conviene a loro come utenti e a migliorare la città, avremo dei cittadini contenti di collaborare».
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