Proteste
«Ora sei un angelo che gioca a basket»
I commoventi messaggi delle sorelle e delle cognate al sergente Iacoviello. In duemila ai funerali
CARRARA. Tutta Carrara si è fermata per l’ultimo saluto a Gianni Iacoviello, il sergente della Guardia costiera Capitaneria di porto di Genova, morto, assieme a otto colleghi di lavoro, nel crollo della torre piloti, il 7 maggio scorso. Negozi con le saracinesche abbassate, con i cartelli affissi “Chiuso per lutto”. Nel giorno del lutto cittadino circa duemila persone hanno partecipato ai funerali, nel Duomo, officiati da don Raffaello Piagentini, con altri parroci e il cappellano militare della Spezia.
Una Carrara diversa, silenziosa, commossa, che ha in parte disubbidito alle disposizioni del Comune di non formare un corteo funebre dalla camera ardente allestita in municipio, fino al Duomo. Ma di attendere il feretro davanti alla chiesa. In tanti invece hanno voluto accompagnare la bara fino al Duomo: lì altre centinaia di persone attendevano, assieme alla banda della Marina militare della Spezia e al picchetto d’onore, per il sergente, promosso al grado di secondo capo. Tantissime corone di fiori bianchi e rossi. Quella della presidenza della Repubblica, quella del Comando generale delle Capitanerie di porto, e poi tutte le altre. I gonfaloni del Comune di Cararra, della Provincia e della Regione Toscana.
Fra le massime autorità presenti, il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia costiera, ammiraglio Pierluigi Cacioppo, il nuovo comandante del porto di Genova ammiraglio Vincenzo Melone, il direttore marittimo della Toscana Arturo Faraone, l'ammiraglio Andrea Toscano, comandante in capo del dipartimento militare marittimo dell'Alto Tirreno con sede alla Spezia, l'ammiraglio Raffaele Di Crosta comandante del Centro interforze munizionamento avanzato di Aulla. Il prefetto Giuseppe Merendino, il sindaco Angelo Zubbani, e altre autorità militari e civili. Il Duomo non ha potuto contenere tutta la gente. L’abbraccio ai familiari di Gianni Iacoviello è stato davvero enorme: mamma Stella, papà Flavio, le sorelle Sara e Simona e la fidanzata Stefania Cimino, davanti alla bara coperta dal tricolore, chinavano il capo, piangevano. Dall’altare si sono levate parole belle per Gianni, per il suo amore per la vita. Per la vita eterna. A mamma Stella sono state consegnate lettere inviate dai vescovi di Massa Carrara e della Spezia.
Poi i messaggi più struggenti, quelli delle sorelle di Gianni, e delle cognate: il ricordo dei suoi sorrisi contagiosi, dei momenti spensierati a fare shopping, o a sciare. «Ora sei un angelo che gioca a basket». Gli amici della pallacanestro hanno donato alla famiglia una foto ricordo della squadra dei Cavators di cui Gianni ha fatto parte: sopra c’è scritto “Le persone passano ma non finiscono. Ciao Gianni” (stasera alle 21 per lui giocheranno alla Dogali una partita con il Dlf della Spezia). Al suono della tromba che intonava “Il silenzio”, e ascoltando la Preghiera del marinaio, in molti non hanno potuto trattenere le lacrime.
Il sottosegretairo Ferri ha detto al termine della cerimonia funebre: «E' il momento del dolore e per chi crede, come il sottoscritto, della preghiera. Questa tragedia ha segnato moltissimo tutto il territorio. Se n’è andato un servitore dello Stato, un giovane che amava il suo lavoro e la divisa e che credeva in quello che faceva: valori che ci devono accompagnare nel nostro impegno quotidiano dentro le istituzioni e che ci portano a riflettere sulla necessità di salvaguardare la sicurezza sul lavoro. Desidero stringere forte tutta la famiglia del militare, unirmi al loro dolore ed esprimere le mie sentite condoglianze anche a tutta la Marina militare».
Cinzia Carpita
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