Il Tirreno

La delusione del pm e delle parti civili

La delusione del pm e delle parti civili

Alla lettura del dispositivo Manotti va via senza parlare. Il legale Pianini: «Ne avremmo fatto a meno»

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MASSA. Era deluso al termine dell’udienza il pubblico ministero Federico Manotti. Talmente deluso che per una volta non ha risposto alle domande dei cronisti limitandosi ad allargare le braccia. Del resto una reazione comprensibile la sua, dato che in questa indagine ha speso sette anni della sua vita. In aula ha tentato di convincere il collegio ad accogliere la sua tesi, cioè quella di acquisire le testimonianze raccolte nel dibattimento fin qui consumato. Citando il caso degli incidenti probatori del gup che vengono presi per buoni dai giudici. Manotti aveva citato anche un caso giuridico che vedeva lui come protagonista, quando ad Asti sostituì un giudice appena trasferito. In quel caso il procedimento era a metà. Ma la cassazione diede ragione a lui. E quindi i testi che erano stati sentiti prima del suo insediamento non dovettero ripresentarsi. Ieri è andata diversamente.

Nella sua requisitoria Manotti aveva parlato per sette ore, chiedendo 69 anni di carcere per i dodici imputati del processo sullo scandalo cremazioni. La pena più pesante per Renato Alibani, titolare di Euroservizi; quella più lieve per Michela Santucci, la fioraia accusata di aver rivelato che era stata posizionata una telecamera nei locali del forno crematorio del cimitero del Mirteto. Ma il sostituto procuratore ha chiesto anche 5 anni per l’ex funzionario del Comune Renzo Fialdini e quattro anni per Augusto Calzetta, ex ufficiale dei carabinieri a riposo e socio di Alibani. Ecco tutte le richieste che verranno riformulate al nuovo collegio: Renato Alibani, titolare all'epoca dei fatti Euroservizi che gestiva il forno crematorio di Mirteto, 12 anni; Renzo Fialdini, ex funzionario del Comune, all'epoca dei fatti responsabile dell'Ufficio cimiteri, 5 anni; A ugusto Calzetta, che risponde dell'imputazione di favoreggiamento, 4 anni; S ilvano Carmagnola, 7 anni; Alessandro Dazzi 6 anni; Piero Dell'Amico 7 anni; Marco Grassi 5 anni; Maurizio Guerra 7 anni; Enrico Paladini 3 anni, Luca Pelletti 7 anni, Michela Santucci 1 anno, Alan Tonazzini 5 anni.

Deluso anche Emilio Pianini, legale che rappresenta le parti civili che si riconoscono nell’associazione per la tutela dei defunti: «Ne avremmo fatto a meno, ma il rischio era che potessero impugnare la sentenza. Certo devo riconoscere che i miei colleghi hanno esercitato un loro diritto. È la legge che va ridiscussa».

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