Proteste
Il dolore della gente: piangiamo un figlio
Fuori dalla chiesa una folla commossa, poi un corale battito di mani per l’ultimo saluto
CARRARA. «Siamo qui perché questo dolore è di tutta la città. Gianni è nostro figlio, nostro nipote. Abbiamo voluto esserci per rendergli omaggio».
È questo che ripetono, fuori da un Duomo stipato, che non è stato in grado di accogliere la folla che ha voluto dare l’ultimo saluto al sergente Gianni Iacoviello. O meglio al secondo capo Gianni Iacoviello visto che la Marina lo ha promosso di grado, proprio come tutte le altre vittime della tragedia del molo Giano.
La gente ha cominciato molto presto a radunarsi davanti al Duomo: con grande rispetto in molti sono rimasti fuori, per lasciare spazio agli amici e ai parenti.
Qui, nel sagrato, fino all’inizio di via Santa Maria, ci sono le persone comuni, quelle che Gianni non lo hanno conosciuto personalmente ma che vogliono tuttavia piangerlo, come uno della comunità carrarese che, in questa terribile tragedia, ha dimostrato tutta la sua solidarietà.
Ci sono tante persone anziane, incredule, che pensano alla mamma e al papà di Gianni: «È un dolore troppo grande, devono farsi davvero tanta forza».
Ma ci sono anche tanti ragazzi, tanti bambini che piangono, e mamme con i passeggini.
Il tutto in una città che, durante i funerali, ha abbassato le serrande esponendo nelle vetrine, anche in quei negozi che rispettavano il turno di riposo settimanale, il cartello “chiuso per lutto”.
Davanti ai due schermi, allestiti in piazza Duomo la commozione è tanta.
La messa viene seguita passo per passo. E, quando parlano le sorelle di Gianni e le cognate sono davvero in molti a non trattenere le lacrime. Perché quel giovane, morto sul lavoro a 35 anni, diventa un po’ il figlio di tutti.
Uno dei momenti più toccanti è al termine della funzione religiosa: sul sagrato partono le note della marcia funebre, esce il feretro avvolto nel tricolore e si leva un lungo applauso. Applaudono anche dalle finestre, dai balconi: dopo tanto silenzio quel battito di mani si leva fortissimo, nella piazza che ormai è gremita.
E dopo l’omaggio ai caduti il corteo prosegue sulle note dei pezzi pop amati da Gianni: I’ll be missing you, di The Notorisu Big, The scientist dei Coldplay e Good bye my love di James Blunt.
Poi ci sono i palloncini bianchi, decine e decine che le sorelle di Gianni fanno volare, in mezzo a una piazza Alberica attonita che partecipa a un giorno di grande dolore. Poi, solo per i familiari e i parenti l’addio a Gianni nel cimitero di Bergiola. (a.v.)
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