Il Tirreno

Dario Dalle Luche

«I paesi della montagna abbandonati dalla sinistra»

MASSA. «Venti anni di governo di centrosinistra stanno riducendo lo storico borgo di Forno a un paese fantasma: da 5mila persone sono rimasti poco più di un migliaio di coraggiosi abitanti e gli...

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Venti anni di governo di centrosinistra stanno riducendo lo storico borgo di Forno a un paese fantasma: da 5mila persone sono rimasti poco più di un migliaio di coraggiosi abitanti e gli ultimi avvenimenti che hanno colpito via Bassa Tambura non possono far altro che peggiorare una situazione di per sé critica». Questo il primo pensiero del candidato a sindaco, il notaio Dario Dalle Luche, che ha fatto un sopralluogo a Forno e lungo le vie di collegamento, sollecitato da molti residenti del borgo. «Partito democratico o Arancioni non cambia la sostanza dello scempio che si sta consumando a Forno: decenni di promesse mai mantenute e assenza di programmazione per far rivivere una frazione storica della città. Pensiamo alla viabilità: il paese soffre da decenni la mancanza di parcheggi adeguati ma nulla è stato fatto in questo senso, soltanto progetti mai realizzati. E adesso con il cedimento di via Bassa Tambura, sono aumentate a dismisura le difficoltà per raggiungere Forno e gli altri paesi a monte, Canevara, Casette, Caglieglia, Resceto, Gronda, Guadine, Redicesi e Casania. Tutti paesi che rischiano di diventare nomi vuoti sulle cartine stradali. L'indifferenza e il menefreghismo nei confronti di Forno e dei borghi montani ha raggiunto l'apice con la vicenda del cimitero, anch'esso messo in pericolo da una frana - dice Dalle Luche - Il fronte di frana e il muro di cinta è ancora pericolante, nonostante il milione di euro messo a disposizione dalla Regione. Gli abitanti di Forno non possono più neppure andare al cimitero a piangere i propri cari: ecco un'amministrazione sorda nei confronti dei princìpi umani fondamentali, della "corrispondenza d'amorosi sensi" fra i vivi e i loro cari estinti».

Secondo Dalle Luche «tutto questo non è possibile se si pensa che il Comune introita centinaia di migliaia di euro dalla tassa marmi. Fondi che per legge dovrebbero essere destinati proprio alla viabilità montana verso gli agri marmiferi sfruttati e invece vengono utilizzati magari per realizzare parcheggi in via Venturini o in altre zone della città che con Forno e la montagna non hanno nulla a che fare. E' inutile nascondersi dietro a un dito: via Bassa Tambura e le strade di montagna si trovano in condizioni disastrose anche per il passaggio dei camion delle ditte di marmo. E allora il comune dovrebbe sfruttare i fondi della tassa marmi e contribuire con la Provincia a sistemare in tempi rapidi via Bassa Tambura. Invece le amministrazioni di centrosinistra hanno dimenticato i borghi montani e il risultato non può che essere abbandono della montagna da parte dei cittadini, poi dei servizi come le poste e quindi il degrado. La mia intenzione, come sindaco, sarà invece quella di tornare a dare voce alla montagna. ad ascoltare i suoi residenti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa