Italia
Cadavere nel capannone: è giallo
L’imprenditore è stato trovato senza vita da un collega. Il medico legale Ratti: «È un suicidio»
MONTIGNOSO. Per qualche ora il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono e i carabinieri hanno pensato di trovarsi di fronte a un omicidio. Per due ragioni: non c’erano motivi tali da spingere a suicidarsi quell’uomo trovato senza vita in un capannone di via Dorsale; quel cadavere aveva un segno che sembrava non essere compatibile con un’impiccagione, come raccontato dal collega della vittima che ha dato l’allarme alle forze dell’ordine.
Invece, dopo non pochi accertamenti in mattinata anche il medico legale è arrivato alla conclusione che di suicidio si trattava e non di altro. Anche se il perché quel piccolo imprenditore di 53 anni, moglie e due figli, abbia deciso di farla finita non è ancora chiaro.
L’imprenditore non ha lasciato alcuna lettera o biglietto per spiegare le motivazioni che lo hanno spinto a tanto e chi lo conosceva non ha dato elementi per capirne di più. Tutti sbigottiti, increduli.
Si è pensato a problemi economici, ma la ditta edile che gestiva insieme ad un altro socio sta lottando come tante altre con la crisi ma senza essere in una situazione drammatica. Tanto che ieri l’imprenditore doveva andare a Bologna per prendere visione di un appalto. Anche in casa tutto liscio come l’olio. L’unica cosa la salute: una lieve cardiopatia e un po’ di diabete. Patologie però che teneva sotto controllo senza neppure fare troppi sacrifici. E allora perché?
Proprio mentre tentavano di dare la risposta a questo quesito negli inquirenti è nato un sospetto atroce dovuto al fatto che il collega che lo ha trovato per primo dentro il capannone ha tagliato la corda al quale l’imprenditore si era impiccato. E poi lo ha adagiato in terra quando ha capito che non respirava più. Una posizione che ai militari è sembrata strana, tanto che il magistrato è voluto andare di persona nel capannone per sincerarsi che non si fosse trattato di un delitto. Non solo c’è voluto il lavoro meticoloso del medico legale Maurizio Ratti per escludere, quasi certamente, l’omicidio. Resta però un gesto inspiegabile di un uomo che apparentemente non aveva nessun motivo per fare una cosa del genere. Ieri era uscito di casa prima del solito proprio perché aveva appuntamento con il geometra della sua ditta: entrambi dovevano raggiungere l’Emilia per visionare un lavoro. Erano le cinque e mezza, l’uomo ha salutato la moglie come sempre. Poi ha chiuso la porta alle sue spalle. Da quel momento e fino alle 6.20 ci sono cinquanta minuti di buco. In questo tempo l’imprenditore ha deciso che doveva farla finita: ha fatto passare la corda su una sorta di trave in metallo e si è lasciato cadere. Il sospetto è che non si sia trattato di un raptus, ma di una cosa che aveva studiato da qualche tempo. Oggi forse il nulla osta per i funerali. La famiglia intanto pur devastata dal dolore ha acconsentito all’espianto delle cornee.
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