Il Tirreno

Operazione disinnesco ok La bomba non fa più paura

Operazione disinnesco ok La bomba non fa più paura

Evacuate 204 persone, fermati treni e aerei, centinaia di persone al lavoro L’ordigno è stato poi fatto brillare alla cava del Monte Porro vicino ad Aulla

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MASSA. Un pezzo di città “desertificato” (è questo il termine usato dagli addetti ai lacori), oltre cento uomini (tra lavoratori delle forze dell’ordine, agenti della polizia municipale – mobilitata al gran completo – , volontari della Protezione civile, medici e operatori del 118) mobilitati ieri mattina per il disinnesco della bomba trovata interrata nell’area del Nuovo Pignone alla periferia della città.

L’operazione è iniziata di buon mattino, alle 6,30, con l’evacuazione di 204 persone residenti nel comprensorio, ad opera della polizia municipale del Comune di Massa, in collaborazione con le organizzazioni di volontariato e il servizio del 118. Un’auto con altoparlante ha percorso le strade della zona rossa, un’area con raggio di 500 metri dal punto di rinvenimento dell’ordigno. Era stato allestito un centro di raccolta “sfollati” all’ex Cat, ma nessuno l’ha usato. Soltanto per una persona, disabile, è stato necessario l’accompagnamento con un’ambulanza.

Poi, è iniziata la fase di disinnesco: l’asportazione delle due spolette della bomba effettuata dagli artificieri del nucleo Eod (Explosive Ordinance Disposal) dell’Esercito. I militari, che appartengono al 2° reggimento Pontieri di stanza a Piacenza, hanno estratto manualmente le due spolette, una anteriore e una posteriore. Un lavoro delicatissimo ma rapido: alle 9,15 era fatto.

Nella successiva fase, tra le ore 10 e le 11 circa, è avvenuto il trasporto dell'ordigno su un camion scortato nella cava del monte Porro a Calamazza. Qui il gran finale: la bomba è stata fatta brillare. L’esplosione alle ore 12,30 precise. Durante la fase più “a rischio”, dalle 8.27 alle 9.24, sono stati fermati i treni sulla linea Tirrenica e vietato il sorvolo della zona, mentre le forze dell’ordine presidiavano le strade per prevenire eventuali azioni di sciacallaggio.

Il giorno della bomba si è dunque svolto in piena sicurezza e “tranquillità”, per la soddisfazione del prefetto Giuseppe Merendino, “comandante in capo” dell’operazione che, alla fine, ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato alla piena riuscita della mattinata del disinnesco.

L’ordigno, si trattava di uan bomba di aereo statunitense di 250 chili, risalente al secondo conflitto mondiale – sganciata durante un bombardamento e non esplosa – era stato rinvenuta alcune settimane fa nello stabilimento del Nuovo Pignone.(c.f.)

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