Il Tirreno

Cassa, brusco calo dell’utile netto

La trimestrale dell’istituto di credito cittadino: 390mila euro, erano stati circa 2,7 milioni nello stesso periodo del 2012

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CARRARA. Brusco calo degli utili per la Cassa di Risparmio di Carrara: l’istituto di credito cittadino, nel primo trimestre del 2013 (i dati sono stati resi noti in questi giorni) ha fatto registrare un utile di 390mila euro, cifra distante dai due milioni e 660mila euro dello stesso periodo dell’anno scorso; un calo dell’85 per cento. Insomma, un 2013 partito in sordina, anche se, come è spiegato nella relazione trimestrale, ci sono anche valutazioni positive. Ma sappiamo che la partita degli utili è particolarmente importante per il territorio: la Cassa di Carrara Spa è per il 90% del Gruppo Carige, ma per il 10 per cento della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, che fa sempre molto affidamento sui ricchi dividendi della banca per le sue attività in città e in provincia; l’auspicio ovviamente è che nel corso dell’anno la situazione possa migliorare.

Come si vede dalla tabella a fianco, la crescita più importante è quella nella raccolta diretta, che rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso è cresciuta dell’8,6 per cento, e del 3,8 rispetto al 31 dicembre scorso. Ma sono in diminuzione i crediti verso la clientela, e questo è un segnale che l’economia stenta a ripartire: meno crediti, meno investimenti dei privati e delle imprese. La percentuale del calo non è drammatica (meno 3 per cento rispetto al 31 dicembre, meno 5,9 rispetto al primo trimestre del 2012), ma segnala comunque che la fine del tunnel, in provincia, sembra non essere ancora arrivata.

Cresce invece il risparmio gestito (330,1 milioni) sia rispetto a dicembre 2012 (1,6%) sia rispetto a marzo 2012 (1,4%). Forte calo del portafoglio titoli, evidentemente c’è stata una vera e propria fuga dalle azioni. In calo anche il margine d'interesse e le commissioni nette. Altro elemento che rappresenta un segnale di economia in difficoltà, le rettifiche nette per deterioramento di crediti e altre operazioni finanziarie aumentano da 1,6 milioni a 1,9 milioni, quasi totalmente su crediti. Crediti difficili quindi per i quali la Cassa si tutela. Insomma, al netto di imposte sul reddito per 0,6 milioni, l'utile d'esercizio per i primi tre mesi si è attestato a 390mila euro, in diminuzione dell’85,3% rispetto ai 2,7 milioni del primo trimestre 2012.

Le cifre della trimestrale mostrano che il lavoro non manca per il management e per il nuovo consiglio di amministrazione. Il primo consiglio di amministrazione rinnovato, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, ha nominato Roberto Battistini direttore generale; il presidente, dopo nove anni, è cambiato, e adesso alla guida c’è l’imprenditore Gino Mazzi. Come spesso succede, i destini della banca sono legati a quella della zona in cui opera: qui ci sono molte partite in sospeso, dal water-front al regolamento urbanistico, ai lavori per l’alluvione al piano regolatore portuale allo sblocco del Sin. La banca può essere di stimolo, ma è il complesso che deve ripartire. Da segnalare fra l’altro che a gennaio (come riporta la trimestrale) l’assemblea straordinaria della Cassa di Carrara ha deliberato un aumento gratuito del capitale sociale per 14,7 milioni (da 38,1 a 52,8 milioni), mediante utilizzo delle riserve. (m.b.)

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