Il Tirreno

Bocelli, la danza e un cuore per l’Opa

di Manuela D'Angelo
Bocelli, la danza e un cuore per l’Opa

Teatro pieno per lo spettacolo di beneficenza per l’ospedale pediatrico: commovente video su una bimba salvata

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Smoking e abiti lunghi, eleganza e lustrini, per la serata di gran gala che si è svolta ieri sera al teatro Guglielmi, dove è andato in scena "Un cuore che danza" spettacolo di beneficenza per l'Ospedale Pediatrico Apuano, pensato e organizzato dalla scuola di ballo "Hillary ballet".

Circa 5000 euro sono stati raccolti tra i biglietti venduti , tutti esauriti, e le donazioni dei medici dell'Opa che hanno partecipato alla serata, aperta dal tenore Andrea Bocelli, da sempre grande sostenitore e amico dell'Opa. Il sipario si è aperto mostrando il pianoforte a coda e il maestro in piedi che ha salutato dicendo "Amo i bambini per questo sono qui".

Pochissime parole, poi si è seduto al pianoforte e ha commosso tutti con la sua "Ave Maria", meno di cinque minuti per Bocelli, che aveva un volo per Praga e un concerto. Ma poco importa: quello che contava era la presenza di un grande artista che ha reso unico l'evento. Dopo di lui è stata la volta dello spettacolo vero e proprio, dedicato all'operazione miracolosa, effettuata otto mesi fa sul cuore, grande come una mandorla, di una bambina piccolissima, fatta nascere prematura all'Opa. È stato proiettato un video, che racchiudeva le testimonianze dei medici che in equipe hanno operato la bimba: soffriva di una grave malformazione al cuore, scoperta quando era ancora nella pancia della mamma. Ma non solo: hanno parlato anche i genitori della bambina, i coniugi Lella, presenti anche in sala con la piccola, rimasta sempre sveglia per tutto lo spettacolo.

Il video ha ripercorso tutte le fasi della storia, dalla scoperta della malattia alla guarigione: «la Eco-cardio fetale- racconta la madre- svelò la malformazione del cuore del feto, prima ancora che io sapessi se fosse maschio o femmina. Mi dissero che aveva le arterie al posto sbagliato, ma mi diedero speranza».

Alle piccole ballerine della scuola Hillary Ballet il compito di interpretare la storia: la maternità, la gioia, la paura della scoperta della malattia, la diagnosi, poi l'operazione e la guarigione.

Sul palco si alternavano le immagini del video realizzato dall'Opa con le coreografie curate da Hillary Anghileri, direttrice della scuola e direttrice artistica dello spettacolo.

Tra la commozione del pubblico, il video ripercorre le fasi più drammatiche della storia: quando la bimba rischiava di morire,viene fatta nascere con taglio cesareo l'8 giugno e subito trasferita in un'incubatrice in terapia intensiva. Per un mese e mezzo resta attaccata a un ventilatore e alimentata col sondino, nella speranza che ingrassi e si rafforzi e quando l'ago della bilancia segna la soglia minima per sopportare l'intervento, si apre la sala operatoria per l'équipe di nove specialisti tra neonatologi, cardiologi, chirurghi, ferrista, l'anestesista Riccardo Moschetti, l'aiuto intervento Stefano Luisi e la cardiologa interventista Isabella Spadoni, guidati dal primario Bruno Murzi. Sono le 11.03 del 16 luglio. I medici hanno in mano strumenti insolitamente lillipuziani, a misura dello scricciolo che dovranno salvare.

L'operazione consiste nell'interrompere il circolo del sangue, 150 cc in tutto, portare il corpo a 18 gradi, tagliare le vene e riattaccarle al posto giusto, far risalire la temperatura e reinserire il sangue.

Usciranno alle 15.50, un'ora meno del previsto. Un unicum nel suo genere. Oggi la bimba sta bene, è una sana e felice, è salita sul palco alla fine dello spettacolo assieme ai genitori che hanno ringraziato tra le lacrime tutti i medici e il personale dell'Opa.

E lo spettacolo verrà replicato a giugno a grande richiesta di chi non ha potuto partecipare per la mancanza di posti a sedere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa