Il dolore
Stop a Equitalia, riscossione nel caos: festeggiano i morosi
Nesun pignoramento per chi non ha pagato multe, tassa rifiuti, Ici e altri tributi. Per il Comune rischio buco da 4,5 milioni
MASSA. Dal 20 maggio Equitalia cesserà la collaborazione con i Comuni che ad essa si affidano per la riscossione delle entrate. Lo prevede la legge (il decreto Sviluppo 2011) che stabilisce che il concessionario interrompa a partire dal 1° luglio l’attività di riscossione per gli enti locali. Equitalia ha dunque scritto ai sindaci per invitarli a non trasmettere più i ruoli dei tributi non pagati a far data dal 20 maggio. La scadenza era nota da quasi due anni, ma pochi Comuni, 2mila su oltre 8mila, si sono adeguati, trovando altre modalità per la riscossione delle tasse. Per gli altri, un guaio, perchè molte delle cartelle di pagamento potrebbero andare in prescrizione. Un guaio che può costare milioni di euro di mancati introiti.
Una buona notizia, viceversa, per chi ha evaso la tassa sulla spazzatura o ha strappato la multa trovata sul parabrezza:gente che potrà contare sulla quasi certezza che non ci sarà più nessuno a contestargli il mancato pagamento. Ma cosa succederà? A Massa la società in house nata sulle ceneri di Massa Servizi, agisce come agente di riscossione “in prima battuta”. Si occupa cioè dell’invio delle cartelle delle tasse locali ai contribuenti, compito che altri Comuni, ad esempio Carrara, è anch’esso affidato a Equitalia. Il problema, dunque, a Massa riguarda solo la seconda fase quella dell’ingiunzione di pagamento e della riscossione coattiva (che può arrivare fino al pignoramento dei beni o al blocco dell’auto) nei confronti di chi non paga. Il “lavoro sporco” che l’agenzia nazionale faceva per conto dei sindaci di tutta Italia.
Le perdite potenziali per le casse del municipio palazzo civico sono comunque consistenti: solo per la Tarsu 2012, le cartelle messe a ruolo (in pratica: girate a Equitalia per la riscossione coatta) sfiorano i 2 milioni di euro; l’imposta Ici non pagata è di 1,7 milioni, le multe per violazioni al Codice della strada messe a ruolo ammontano a 851mila euro. La soluzione del problema non è facile. Un altro strumento di riscossione coattiva allo stato attuale non c’è. Il Comune può cercare di recuperare l’evasione attraverso le ingiunzioni di pagamento ma senza poter utilizzare quegli strumenti a disposizione di Equitalia - come l’individuazione dei beni del creditore da ipotecare o come il provvedimento di fermo amministrativo – oltre che con difficoltà evidenti nel riuscire a “perseguire” ogni singolo moroso con le forze a disposizione. Oppure, potrebbe affidarsi a società private, scritte a un apposito albo, che svolgono l’attività di esazione. O, ancora, costituire in forma consortile – è questa, a quanto pare, la strategia della Regione Toscana – società ad hoc che si sostituiscano ad Equitalia. Tutte prospettive da concretizzare. Dunque, l’unica speranza dei Comuni è, per ora, quella di una proroga o di un provvedimento del governo che riveda questa spinosa questione.
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