Proteste
«Referendum piccolo e con poco valore»
Il consigliere d’opposizione Rolando Scatena si rivolge al prefetto per far revocare la delibera relativa alla consultazione
PONTREMOLI. Il progetto del parco eolico continua a tenere banco: dopo gli interventi di associazioni, cittadini, amministrazione comunale, addetti ai lavori e altri, ecco quello di Rolando Scatena, ex assessore e attuale consigliere di minoranza nella lista “Cittadini per Pontremoli”.
Rolando Scatena, nell’occasione, si rivolge direttamente al prefetto Giuseppe Merendino, al sindaco Lucia Baracchini e agli esponenti del consiglio comunale per segnalare «violazioni a norme Testo unico degli Enti locali e statuto comunale».
«Nello scorso gennaio - esordisce Scatena - è stato presentato dalla società Energia Eolica Pontremoli srl alla Regione Toscana, per l’ottenimento dell’autorizzazione unica, un progetto per la realizzazione di un parco eolico denominato “Groppo del Vescovo-Passo del Cirone” da realizzarsi sul territorio comunale. Tale progetto, a mio avviso, e non solo, appare di aspetto dimensionale estremamente rilevante e invasivo, nonché di grande impatto ambientale e paesaggistico, e questo ha acceso un forte dibattito tra le forze politiche all’interno del consiglio comunale, oltrechè forti prese di posizione alla realizzazione dell’impianto, da parte dei residenti nelle zone interessate e di vari comitati e associazioni. Il consiglio comunale ha approvato a maggioranza, con atto n. 10 del 26 marzo scorso, respingendo contestualmente le richieste delle minoranze di esprimere un voto sulla compatibilità del progetto con le vocazioni del territorio, un’ordine del giorno che prevede una non meglio definita “consultazione popolare” non prevista nello statuto comunale (infatti nello statuto è previsto il referendum consultivo) e attribuendo ai gruppi consiliari e alle forze politiche il compito di definirne “concretamente le modalità e i tempi”. L’amministrazione comunale ha anche conseguentemente annunciato già la data della “consultazione” da tenersi entro fine maggio».
Il consigliere Scatena si addentra nella questione e afferma: «È di tutta evidenza che quella delibera consiliare non sia legittima perché contrasta con lo statuto comunale e quindi le annunciate decisioni dell’amministrazione comunale potrebbero provocare momenti di tensione sociale che vanno assolutamente scongiurati, anche in vista dell’imminente prossimo consiglio comunale straordinario richiesto dai consiglieri di minoranza, che si terrà domani, sabato 18, nella vallata interessata dall’impianto. Ritengo che il prefetto, nell’ambito delle sue prerogative di vigilanza sulle autorità amministrative operanti nella provincia, possa intervenire sull’amministrazione comunale affinchè venga revocata in autotutela la delibera consiliare in questione, la 10/2013. Non escludo, comunque, se l’amministrazione proseguisse nei suoi intendimenti, che possano essere attivate dai soggetti interessati, altre iniziative per il corretto rispetto dello statuto comunale e del Testo unico degli Enti locali. La giurisprudenza ha affermato che devono ritenersi inammissibili, annullando su ricorso della società privata, la delibera del consiglio comunale che aveva indetto il referendum consultivo, i quesiti referendari locali consultivi relativi alle procedure autorizzatorie di un impianto che, in ragione delle diverse amministrazioni coinvolte nella pronuncia di compatibilità ambientale e in virtù dei diversi interessi incisi, non possono considerarsi di esclusiva competenza del Comune».
Fabrizio Palagi
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