Il Tirreno

Giù il sipario sulla Croce Azzurra «Chiudiamo subito»

di Manuela D’Angelo

La presidente Manfredi: «Non possiamo aspettare il 29 dobbiamo bloccare subito ambulanze e servizi»

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MONTIGNOSO. Il conto pignorato, un risarcimento danni e indennizzo per una causa di lavoro che arriva a 59 mila euro, i leasing da pagare e le ambulanze che stanno finendo la benzina: oggi è ufficiale, la Croce Azzurra di Montignoso entro la fine della settimana chiuderà.

Lo aveva annunciato nei giorni scorsi la presidente Isola Manfredi, ma il tutto si è concretizzato prima del previsto, neanche il tempo di arrivare a fine mese. Il giudice che si sta occupando del caso di Luca Invernizzi (il lavoratore licenziato due volte dalla Croce Azzurra che non ha più voluto usufruire del reintegro e che è difeso dall'avvocato Alessandra Poletti) ha infatti confermato il blocco del conto della Onlus, su cui erano appena stati versati i 20 mila euro di contributo della Asl 1, ma ha rimandato al 29 maggio la decisione sulla possibilità di dilazionare il pagamento al lavoratore, permettendo alla Croce Azzurra di utilizzare i suoi fondi anche per quella rata.

La richiesta della Onlus era chiara: «Dateci la possibilità di accedere al nostro conto per continuare a lavorare e pagare a rate il lavoratore», ribadisce anche oggi la presidente Isola Manfredi, ma il giudice rimanda la decisione al 29 maggio e fino a quel momento il conto resta pignorato.

«Significa che, quando avremo finito il carburante dei mezzi di soccorso l'attività cesserà- spiega la Manfredi- perché io non mi posso permettere da sola di mandare avanti privatamene 13 mezzi di soccorso». Questa mattina con molta probabilità la presidente Manfredi incontrerà qualche responsabile della Asl 1 per chiarire tecnicamente e burocraticamente il da farsi. «Senza la Croce Azzurra- dice la Manfredi- le altre associazioni di volontariato dovranno sobbarcarsi anche il nostro carico di lavoro; meno mezzi di soccorso, meno volontari, meno assistenza, vogliono dire un territorio più insicuro e cittadini meno tutelati. La Asl mi dovrà dire che devo fare con le ambulanze, chi verrà a gestirle, in che modo devo bloccare i servizi e le terapie oncologiche » .

Ma la contro parte che difende Luca Invernizzi è stata inflessibile: nessun dilaziona mento, tutti e subito, anche perché ci sono dieci mensilità arretrate dal giorno del licenziamento che hanno provocato non pochi disagi al giovane 34 enne con due figli a carico. «Mi aspetto dal giudice- conclude Isola Manfredi- che ci dia la possibilità di pagare a rate, con un dilaziona mento ragionevole e adeguato ad una pubblica assistenza. Ma fino al 29 maggio non possiamo aspettare. Quindi si chiude».

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