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dopo il fallimento

Bianco Gioia: una condanna per bancarotta documentale

CARRARA. Fallimento della Bianco Gioia: si è chiuso il processo di primo grado per gli amministratori della ditta. L’ipotesi accusatoria era quella della bancarotta fraudolenta distrattiva e...

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CARRARA. Fallimento della Bianco Gioia: si è chiuso il processo di primo grado per gli amministratori della ditta.

L’ipotesi accusatoria era quella della bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale.

È stata assolta Cristina Dell’Amico, difesa dall’avvocato Alberto Antognetti. Ha patteggiato due anni Marco Dell’Amico (assistito dall’avvocato Luca Lattanzi).

Per quel che riguarda l’altra amministratrice, Daniela Dell’Amico, assistita dal legale Rinaldo Reboa, la condanna è arrivata solo per il reato di bancarotta documentale. Ed è stata invece assolta dall’ipotesi accusatoria di bancarotta fraudolenta e distrattiva.

La condanna richiesta dal pubblico ministero a carico diDaniela Dell’Amico era di 4 anni e 6 mesi. Il giudice Ermanno Di Mattia, anche grazie al grande lavoro difensivo dell’avvocato Reboa, ha condannato Daniela Dell’Amico alla pena di 1 anno e otto mesi.

E intanto nelle attese motivazioni della sentenza, fra trenta giorni, si attende anche che venga fatto luce sulla perizia del ctu che gli amministratori della cava hanno contestato.

La vicenda. La richiesta di rinvio a giudizio per gli amministratori della Bianco Gioia arrivò dopo tutta una serie di indagini, scattate sulla base della relazione del curatore fallimentare (ex articolo 33 della legge fallimentare), che riprendeva i passi fondamentali del ricorso presentato dal curatore, ma nelle vesti di amministratore giudiziale, per la revoca del concordato preventivo. Ricorso che poi è stato accolto dal tribunale che nel giugno del 2009 dichiarò il fallimento della ditta. In base a queste rilevanze erano state disposti, dalla procura, tutta una serie di approfondimenti da parte della Guardia di Finanza.

Poi, dopo la fase investigativa, arrivò la richiesta di rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta e documentale.

E intanto, parallelamente, gli amministratori della Bianco Gioia presentarono un esposto alla procura in cui sostenevano che la loro cava sia stata super valutata dal ctu. E che, proprio a causa di questa perizia, non sarebbe stato omologato il concordato, originando in seconda battuta il fallimento dell’azienda stessa. E il relativo danno per i creditori.

Rinviata l’udienza per i permessi truffa. È stata rinviata l’udienza preliminare per la vicenda dei permessi truffa agli immigrati. Il gup doveva riformulare il capo di imputazione per i sei rinviati a giudizio: tutto rinviato a giovedì prossimo.

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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