La manifestazione
Colti da malore i genitori del sergente
Il dolore li ha sopraffatti al termine della cerimonia funebre per le vittime del crollo, il loro Gianni è ancora disperso
La famiglia Iacoviello ha messo, lì dove doveva esserci la bara, una fotografia del loro amato Gianni, il suo cappello della divisa e un pallone da pallacanestro, la passione sportiva dello sergente della Capitaneria di porto di Genova ancora imprigionato nei fondali del molo Giano. I familiari erano nella prima fila della cattedrale di San Lorenzo, dopo aver sperato, fino a pochi minuti prima del corteo funebre, una notizia tanto attesa (del ritrovamento di Gianni) che non è arrivata. Dopo otto giorni di ricerche ininterrotte, giorno e notte. Alla fine i genitori del trentacinquenne sono stati colti da malore, tanta è stata la tensione all'uscita dalla cattedrale dopo essere stati salutati del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Papà Flavio e mamma Maria Stella sono stati soccorsi da medici e psicologi. Hanno lasciato la piazza in ambulanza. Flavio Iacoviello si è ripreso poco dopo, mentre la moglie è stata trattenuta un po’ più a lungo sotto osservazione. Un collasso dovuto allo stress e forse anche alla consapevolezza che ora la “famiglia del dolore” che si era creata tra i parenti delle vittime, si è sparpagliata in tutta Italia. Flavio e Maria Stella, con le figlie, invece restano a Genova. A pregare che questa storia si concluda con il ritrovamento di Gianni.
E' stata una giornata terribile dal punto di vista emotivo per chi doveva piangere un morto che non c'era. Alle 17 l'arrivo al duomo, a bordo di un pulmino. Solo i familiari più stretti e uno psicologo, gli altri invece sono giunti a piedi dal Porto Antico. L'incontro con il capo dello Stato Giorgio Napolitano insieme agli altri nella sacrestia, pochi minuti ma intensi. Il presidente della Repubblica ha parlato del recupero del sergente carrarese: «Lo troveranno». Poi la messa: i volti tesi, stanchiussimi, del padre Flavio e della mamma Stalla, le due sorelle gemelle Sara e Simona che si mordevano le labbra e la fidanzata Stefania stravolta. Uniti, ad ascoltare monsignor Angelo Bagnasco che nell'omelia ricordava le nove vittime e chiedeva la Cielo, come tutti, la restituzione del sergente ai suoi cari. Il cardinale al termine delle esequie ha accarezzato Maria Stella, quella madre che domenica scorsa come “regalo” per la festa della mamma, aveva chiesto a palombari e sommozzatori di farle rivedere quel ragazzone che era andato a trovarla nel suo ultimo giorno di ferie e che improvvisamente è stato inghiottito in un limbo.
Una zia del sergente, Pina Spanò, prima della cerimonia ha ringraziato ancora una volta la Guardia costiera che continua a ospitare i familiari, e che lo farà fino a quando anche l’ultimo corpo non sarà più disperso.
Pina Spanò ha detto che poteva esserci un'altra vittima apuana martedì 7 maggio: «Io sono la mamma di un ragazzo che avrebbe potuto morire quella sera. Anche lui doveva essere in uno dei due rimorchiatori coinvolti, poi gli hanno cambiato il turno». Pina abbraccia le famiglie di chi ha perso la vita con il nipote: «Quella di fare un funerale unico era stata una decisione di tutti, ma è giusto che si sia fatta la cerimonia, non si poteva aspettare ancora».
Alla fine ha rivolto anche un appello ai genovesi, tirandogli le orecchie per quanto è stato detto in questa settimana tribolata per la città della Lanterna: «Voglio pregare i genovesi di non fare polemiche sull'accaduto. E di pensare solo ai ragazzi».
A San Lorenzo c'era anche il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, una presenza discreta la sua. Così come domenica mattina il primo cittadino ha fatto sentire l'amore dell'intera comunità carrarese che rappresenta, anche ieri ha voluto essere vicino, nella cattedrale, alla famiglia Iacoviello. «Ho parlato con in genitori, sono distrutti ma nom si muoveranno dal porto finché non riavranno il figlio». E anche lui ha ribadito il desiderio di tutti: «Rivogliamo Gianni».
Da Carrara erano partiti parentie amici, e dalla Spezia sono arrivati anche gli amici e i conoscenti del sottufficiale che amava il mare e il basket. Non hanno trovato posto in cattedrale, visto che l'ingresso era stato limitato a duecento persone e così si sono sistemati sotto il megaschermo installato in piazza Matteotti, pochi metri più su rispetto al duomo genovese. Quando la telecamera ha inquadrato lo stallo con il pallone arancione, hanno sospirato di dolore e di rabbia, e poi pianto.
Gianni, l'unico che manca all'appello, non lo abbandoneranno, garantisce l'ammiraglio Felicio Angrisano. A lui ci stanno pensando subacquei, sommozzatori e palombari. Purtroppo finora senza il risultato sperato, ma anche ieri hanno promesso agli Iacoviello (che tornano al molo ogni giorno in attesa di notizie), che faranno l'impossibile per ritrovarlo. Non è facile, e ci si mette anche il meteo. Ieri sera su Genova si è abbattuto un forte acquazzone, con l'attivazione dell'allerta uno. Anche oggi pioverà. Complicando ancor di più le immersioni: si procede a tentoni in un punto ben preciso, ma estremamente arduo da esplorare. Il rischio è che qualcuno possa restare intrappolato dai detriti. Intanto un video che mostra l'imbatto della Jolly Nero e il crollo della torretta di controllo conferma quello che ha sempre detto chi nel canale di Sampierdarena si tuffa senza soluzione di continuità: il sergente Iacoviello è finito in acqua per primo insieme al maresciallo Francesco Cetrola, l'altro disperso trovato venerdì sera. Poi è arrivata una montagna di macerie che ha coperto tutto. Papà Flavio e mamma Maria Stella quei detriti li toglierebbero con le loro mani pur di riabbracciare il loro Gianni. Resteranno a Genova, finché non potranno portarselo a casa. Per l'ultimo viaggio. A parlare per loro è Antonio Pietro Cimino, il padre di Stefania, fidanzata di Gianni: «Restiamo qui, mi sembra il minimo». Il malore di un momento non può fermare una mamma e un papà.
ALTRO SERVIZIO A PAG. 10
RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
