Il Tirreno

rOberta crudeli (Pd)

«Al consultorio di Avenza mancano mediatori culturali»

«Al consultorio di Avenza mancano mediatori culturali»

CARRARA. «Ancora una volta assistiamo a continui attacchi e manifestazioni che chiedono l'abrogazione della legge 194 che 35 anni fa ha legalizzato l'interruzione di gravidanza in Italia, suffragata...

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CARRARA. «Ancora una volta assistiamo a continui attacchi e manifestazioni che chiedono l'abrogazione della legge 194 che 35 anni fa ha legalizzato l'interruzione di gravidanza in Italia, suffragata anche da un Referendum popolare». L’intervento è di Roberta Crudeli capogruppo del Pd.

«Ho sempre pensato che l'educazione alla sessualità, alla maternità e alla paternità responsabile in particolare ai giovani e agli adolescenti, compresa l'informazione sui metodi di regolazione delle nascite e sui mezzi di contraccezione, fosse il primo obiettivo da perseguire a partire dalle scuole medie inferiori - prosegue la Crudeli - Fondamentale è il ruolo dei Consultori e quello di Avenza interviene a tutto tondo su questo problema con grande professionalità del personale medico, infermieristico ed ostetrico, attivando un percorso codificato con il reparto di Ostetricia e Ginecologia che prevede il ritorno per il controllo e la successiva contraccezione. Brillanti risultati si sono avuti con le donne immigrate che hanno dimostrato una presa di coscienza del problema che si concretizza con un ritorno al Consultorio delle stesse quasi del 100%».

«Purtroppo da alcuni mesi nel nostro Consultorio manca la presenza dei mediatori linguistico- culturali e credo che l'Asl debba ripristinare questo figura così importante - sottolinea la Crudeli - Inoltre nella nostra Asl vi è ancora l'impossibilità nell' attuare l'interruzione medicale (RU 486), ma spero che questa lacuna possa essere risolta in breve tempo per poter offrire alla donna ogni possibilità di scelta. Negli ultimi anni c'è stata un'involuzione della politica e del concetto di laicità, c'è stato un attacco subdolo a leggi fondamentali per la tutela e la salute della donna e della libertà di scelta delle donne stesse: l'obiezione di coscienza rende inapplicabile la 194 in molti ospedali. Dobbiamo vigilare attraverso un'attività di costante monitoraggio, affinchè sia garantita la presenza all'interno del ns ospedale di personale sanitario non obiettore di coscienza, al fine di assicurare la possibilità di intervento entro i termini e nelle forme previste dalla legge, a tutela della salute e della dignità delle donne».

«Bisogna trovare una soluzione al conflitto attualmente esistente nella garanzia di due diritti fondamentali: quello dei medici ed infermieri di essere obiettori e quello delle donne ad interrompere la gravidanza secondo quanto previsto dalla Legge 194 - conclude - In Italia persiste una visione moralistica che porta spesso a manifestazioni demagogiche piuttosto che all'azione pratica della prevenzione dell'aborto, lede i diritti delle donne già acquisiti secondo quanto previsto da una legge dello Stato costituzionalmente vincolata».

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