Proteste
«Quelle ferite potevano uccidere»
Aggredito a colpi di cacciavite, la testimonianza choc dei medici in tribunale
FILATTIERA. Quei colpi, profondi un centimetro, che gli hanno trapassato la giacca di pelle, la felpa e la maglia di lana, se fossero stati inferti al collo lo avrebbero ucciso.
È stata questa la testimonianza choc della dottoressa del Pronto soccorso che per prima apprestò le cure al giovane 24enne di origini albanesi, ma da tempo residente a Pontremoli, Erald Sulejemani, aggredito dopo una banale lite da tre fratelli di origini meridionali, Andrea, Luca e Francesco Napolitano, rispettivamente di 23, 19 e 21 anni.
Il processo per la vicenda di sangue avvenuta, al termine di una festa di compleanno, nell’aprile scorso davanti alla sede dei Fratres a Selva di Filattiera, si è aperto ieri in tribunale a Massa davanti al giudice Ermanno Di Mattia.
I tre fratelli Napolitano (assistiti dall’avvocato Stefano Filippi del foro di Massa) devono difendersi dall’accusa di lesioni personali gravi, con l’aggravante dei futili motivi.
Il più giovane dei tre imputati, Luca di 19 anni, ha chiesto di poter patteggiare la pena a 9 mesi: per lui l’udienza è stata fissata al prossimo 9 giugno davanti al giudice Garofalo.
Il procedimento è quindi andato avanti per gli altri due fratelli Napolitano. Sono stati sentiti i medici: quelli che hanno prestato i primi soccorsi al 24enne colpito per 11 volte nella schiena e il chirurgo che lo ha operato al polmone lesionato.
È emerso che le ferite sono state inferte da un oggetto a punta, un cacciavite o un punteruolo hanno spiegato i medici. I buchi trovati sulla schiena del 24enne erano profondi più di un centimetro e se avessero toccato organi vitali per il giovane aggredito n on ci sarebbe stato nulla da fare.
Una testimonianza choc. E la richiesta da parte del pm, la dottoressa Bracco, e dal legale di parte civile, l’avvocato Roberto Magnavacca che rappresenta Erald Sulejemani, di ascoltare altri due testimoni. Due persone che, da quanto emerso nel corso dell’udienza, erano presenti ai fatti.
L’udienza (si tratta di un processo con rito immediato subordinato alle deposizioni dei testimoni) è stata rinviata a domani, giovedì 16 maggio.
In quell’occasione è attesa anche la sentenza di una vicenda che risale all’aprile scorso e che destò tanto sgomento a Filattiera.
Al termine di una festa per i diciotto anni di un giovane lunigianese, era nata una lite e proprio il 24enne di origini albanesi, che aveva cercato di fare da paciere aveva avuto la peggio. Per la vicenda sono finiti sotto accusa i tre fratelli che ora si trovano a processo.
(a.viv.)
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