Attenzione
L’acqua in pressione lo lancia per 2 metri Grave un cavatore
Scoppia un cuscino tra due blocchi nel bacino di Gioia L’uomo, 58 anni, è stato trasferito d’urgenza a Cisanello
MASSA. Chissà quante volte Giuseppe, una vita da cavatore, ha lavorato alla bancata, ha inserito il filo diamantato per incidere e poi quelle due lastre d’acciaio per fendere. Lo chiamano cuscino, ma è tutto fuorchè morbido e accogliente. Una valvola, acqua in pressione e le lastre che si distanziano di un paio di centimetri. E ieri tradiscono Giuseppe Foffa, massese, originario di Romagnano, residente in via Silcia, classe 1955. Qualcosa non va per il verso giusto, il cuscino scoppia e l’acqua, a 120 atmosfere, lo trasforma in un proiettile. Investe il cavatore, lo spinge per due metri, poi lo getta a terra. Cava Rava, della società Narbor, nel bacino marmifero di Gioia, al confine tra Massa e Carrara, è nel panico. Ma Giuseppe è cosciente.
Immediata la telefonata al 118 e l’allerta al soccorso cave: è scoppiato un cuscino - grida un cavatore - e un uomo è a terra. Da Colonnata parte l’ambulanza, un mezzo attrezzato per percorrere le vie strette, ripide e scivolose che conducono alla cava. Si alza in volo anche l’elicottero. A bordo ci sono un medico e un infermiere. Giuseppe è steso sul piazzale, per raggiungerlo si calano con il verricello, la lunga corda che li accompagna da metri di altezza fino a terra.
Capiscono subito che l’uomo è lucido e gli prestano i primi soccorsi. La forza dell’acqua lo ha colpito al petto e scaraventato a terra: porta i segni su schiena, testa e torace. Tre traumi violenti, ma lui è fuori pericolo.
Le operazioni di trasporto sono delicate, il cavatore arriva a bordo dell’elicottero e da lì è trasferito - come spesso accade in caso di intervento dell’elisoccorso - all’ospedale pisano di Cisanello, chirurgia d’urgenza. In un primo momento la prognosi è riservata: di fronte ad un politrauma i medici non si sentono di scioglierla. Ma nel pomeriggio di ieri le condizioni di Giuseppe migliorano: gli accertamenti radiografici escludono - lo si è temuto all’inizio - una lesione polmonare. Sotto controllo la milza: l’acqua ha colpito con forza anche il ventre. Dovrebbe cavarsela - questo il verdetto dei sanitari in serata - in due o tre settimane.
Rimane da capire cosa sia accaduto su quella bancata.
A cava Rava intervengono anche vigili del fuoco ed Asl. Proprio al dipartimento per la prevenzione, guidato dall’ingegner Maura Pellegri, sono affidati gli accertamenti. I tecnici dovranno valutare chi ha collocato il cuscino - se lo stesso Giuseppe o un collega - e come sia potuto accadere che le lastre che lo costituiscono non abbiano retto alla pressione dell’acqua.
Tanta paura, ma Giuseppe potrà presto riabbracciare moglie e figlia. La “durezza” degli uomini della cava, quelli che il marmo lo lavorano e lo conoscono, l’ha salvato.
Chiara Sillicani
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