La manifestazione
«Chiuderemo la cava Padulello»
La replica alle accuse mosse dalle associazioni ambientaliste
MASSA. Nessuna ambiguità o scorrettezza nella gestione delle concessioni di cava e in particolare su quelle di Monte Cavallo.
Così la 28 Aprile replica a quanto affermato dalle Associazioni Amici delle Alpi Apuane, Italia Nostra, La Pietra Vivente, No al Traforo della Tambura, Salviamo le Alpi Apuane.
«E' noto a tutti che l'assoggettazione a "Via" (Valutazione di impatto ambientale) per le attività estrattive all'interno del Parco delle Apuane è competenza del Parco e non delle Amministrazioni Comunali.Non ci si può arrampicare sugli specchi pur di dare a qualcuno la responsabilità delle lavorazioni in atto sul versante massese del Monte Cavallo.
La verità è che il Comune ha rilasciato un parere tecnico di nulla osta al vincolo paesaggistico, per altro dietro parere positivo della Sovrintendenza, e che il rilascio della concessione temporanea di coltivazione, per ripristino ambientale della cava Padulello, è stata rilasciata in presenza delle autorizzazioni in merito sia del Parco delle Apuane che della Sovrintendenza. Tutto ciò perchè in presenza di una concessione definitiva rilasciata dalla precedente amministrazione, il Comune non poteva esimersi ad autorizzare la sanatoria di un abuso compiuto in regime di concessione». Per questo si afferma quanto contenuto nel programma elettorale di Gabriella Gabrielli è «assolutamente corretto» così come l'intenzione di «chiudere tale attività secondo l'indirizzo intrapreso dall'Amministrazione uscente, che ha deliberato di chiedere alla Regione e al Parco la ridefinizione dei confini del parco».
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