Il Tirreno

Un’altra giornata con il cuore in gola

Un’altra giornata con il cuore in gola

Per la famiglia Iacoviello anche ieri le ore sono trascorse nell’attesa di poter riavere il figlio Gianni

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CARRARA. Otto bare nella camera ardente a Genova, e un posto vuoto. Ieri pomeriggio erano ancora senza esito le ricerche di Gianni Iacoviello.

Anche ieri è trascorsa un’altra giornata difficilissima per le famiglie Iacoviello e Cimino: i genitori del sergente, ultimo disperso nel disastro di martedì 7 maggio, non si sono più mossi dal porto di Genova. Mamma Maria Stella e papà Flavio aspettano di rivedere il loro figlio, Sara e Simona aspettano di rivedere il loro fratello.

Un’attesa terribile anche per la fidanzata Stefania, e per il padre Pietro Antonio Cimino, uomo di mare, che come gli altri, non si è concesso un attimo di riposo per aggiornarsi costantemente sulle ricerche in corso.

Ieri i familiari delle vittime recuperate e del sergente ancora disperso hanno scritto una lettera aperta ai soccorritori per ringraziarli dell'assistenza e dell'accoglienza e dell’affetto. «A sei giorni dalla tragedia della torre avvertiamo il profondo bisogno di ringraziare i soccorritori e gli operatori impegnati nelle ricerche dei nostri cari e abbracciare, ad uno ad uno, tutti coloro che durante questa terribile esperienza ci hanno fornito l'assistenza, la solidarietà e l'amore di cui avevamo bisogno. Persone che non ci hanno abbandonato un istante. Persone che non abbiamo mai visto arrendersi, che non abbiamo mai visto riposare, che abbiamo avuto sempre al nostro fianco, che ci hanno accolto e ospitato, che hanno condiviso con noi interminabili ore trascorse nelle sale della Capitaneria e nei locali della “mensa equipaggio”».

«Persone - continuano – nei cui occhi abbiamo avvertito la nostra stessa sofferenza. Fino al punto di dover rendere, noi a loro, quel conforto e quell'amore che non ci hanno mai fatto mancare fin dal primo istante e che, ne siamo certi, ci accompagneranno per tutto il resto della nostra vita».

E aggiungono: «Da quella che in questi giorni è diventatala nostra casa, desideriamo divulgare queste parole per raccontare anche a chi è fuori tutto il calore e il sentimento che abbiamo ricevuto, testimoni che un'altra grande famiglia sta piangendo insieme a noi la disperata scomparsa dei nostri ragazzi».

Ieri mattina i palombari stavano perlustrando i detriti in mare, «hanno individuato una scrivania», ha detto Pietro Cimino. Ma nel pomeriggio le ricerche erano ancora senza esito. Tra Genova e Carrara il filo del dolore unisce i due territori. Ieri i suoceri delle sorelle del sottufficiale, erano tornati a Bergiola, ma oggi saranno nuovamente a Genova. «Con la mamma ci sono anche i suoi fratelli. Tutti là». Dice Agnese Dell’Amico. Anche ieri, ogni ora trascorsa, ha scandito nel porto di Genova i momenti di sconforto e di pianto, e la grande solidarietà fra le famiglie degli uomini travolti dal crollo della Torre Piloti colpita dalla nave Jolly Nero.

Alle ore 19 Gianni Iacoviello risultava ancora disperso. Un’attesa che dura da martedì scorso, testimoniata dalle parole di chi soffre, da quelle della speranza a quelle del dolore. C’è solo la voglia infinita, per gli Iacoviello, di riavere con loro il sergente Gianni.

Gli inquirenti stanno procedendo con gli accertamenti tecnici sulle apparecchiature informatiche che sono state ripescate nei giorni scorsi dai sommozzatori». Le ricerche di Gianni Iacoviello ieri sera erano incessantemente in corso: i palombari si sono alternati per tutta la giornata nel lavoro sul fondo del molo Giano, muovendosi con estrema cautela nell’acqua torbida. I familiari di Iacoviello hanno acconsentito che i funerali, non ancora fissati, si svolgano «anche con otto bare». Lo ha reso noto il comandante della Capitaneria di Genova, ammiraglio Felicio Angrisano. «E' qualcosa di più di un gesto di vicinanza nei confronti delle altre famiglie che piangono i loro morti. E' un gesto d'amore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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