Toscana
Buona sanità: che bravi nel reparto di neurologia
CARRARA. «Spesso leggiamo, o veniamo a sapere, di episodi davvero drammatici che riguardano la malasanità e non nascondo che ero piena di pregiudizi. Mi sono trasferita da Roma a Massa e verso gli...
CARRARA. «Spesso leggiamo, o veniamo a sapere, di episodi davvero drammatici che riguardano la malasanità e non nascondo che ero piena di pregiudizi. Mi sono trasferita da Roma a Massa e verso gli ospedali delle "piccole" città non nutrivo grande fiducia. Per questo mi sembra giusto e doveroso, essendone stata coinvolta, mettere a conoscenza i lettori di un esempio di buona sanità». A scriverlo è Giorgia Lanza. «Mio marito (un omone di 120 kg per 1.90 di altezza) che ha sempre avuto una salute di ferro, è stato colpito all'improvviso da un'emorragia cerebrale. Dopo aver ricevuto i primi soccorsi all'ospedale di Massa, è stato portato all'ospedale di Carrara nel reparto di neurologia. Il primario Giovanni Andreani ha riconosciuto subito quale poteva essere il problema da alcune frasi senza senso che diceva e da leggeri stati di oppressione (attribuiti invece da mio marito a stati di ansia) che sentiva alla testa e al petto. Capire subito di cosa si potesse trattare è stato fondamentale per poter agire con grande prontezza e sottoporlo quindi a tutti i controlli necessari: tac, risonanza, angiotac ecc.. Da Carrara erano inoltre in continuo collegamento con i medici di Pisa, con i quali condividevano i risultati delle analisi per procedere nei migliori dei modi. Così è stato. Lo hanno curato con professionalità e attenzione, senza trascurare nulla. Hanno mostrato inoltre una grande umanità (che a mio parere è una dote da non trascurare, visto le condizioni psicologiche in cui si trova una persona che sta male) riuscendo a individuare il modo più giusto per curarlo. Adesso mio marito sta bene. Ma i medici, pur essendo stato dimesso, continuano ad essere in contatto con lui, per consigliargli il modo più adatto per evitare "ricadute", e le visite di controllo sono regolari e scrupolose. Ci tengo davvero molto a ringraziare il dottor Andreani, il dottor Petri, il dottor Fabrizi e il dottor Maremmani, che oltre a curare egregiamente mio marito, non si sono mai negati nel dare a me conforto (come a tutti i parenti degli altri malati) e nel mettermi di continuo al corrente sulle sue condizioni. Un ringraziamento anche a tutto lo staff infermieristico che, in perfetta linea con l'esempio dei dottori, sono tutti premurosi, gentili e soprattutto pazienti con i malati, che vi assicuro (soprattutto in un reparto come la neurologia) non è facile», conclude.
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