Sicurezza
Ancora bloccati 2 milioni del Comune per pagare le imprese
Il dirigente dei servizi finanziari: attendiamo che il governo ci comunichi la quota utilizzabile rispetto al patto di stabilità
CARRARA. Il Comune attende la data del 15 maggio prossimo per sapere quale “spazio finanziario” gli sarà concesso dal governo, per poter pagare i propri creditori senza sforare il patto di stabilità. La metà di questo mese dovrebbe essere la volta buona, a meno di altri slittamenti.
L’ente locale ha inviato al ministero, entro il termine previsto del 30 aprile scorso, l’ammontare dei debito complessivo verso le imprese che hanno fatto lavori pubblici per conto dell’ente locale: una cifra di circa due milioni di euro (debiti antecedenti al 31 dicembre 2012).
Come aveva già dichiarato l’assessore alle finanze Giuseppina Andreazzoli in aprile, il Comune è in grado con le proprie risorse di pagare i creditori, ma il vincolo del patto di stabilità lo ha finora impedito. Lo sblocco, da parte del governo, di somme pagabili da parte dei Comuni, è la strada scelta da quello di Carrara, contro l’alternativa di chiedere anticipi allo Stato, al quale poi i soldi andrebbero resi con gli interessi. «Attendiamo quindi il 15 di maggio – spiega Stefano Pennacchi dell’ufficio Servizi finanziari del Comune – di sapere dal ministero la ripartizione degli spazi finanziari, cioè la possibilità per i Comuni di pagare i creditori senza incidere sul patto di stabilità. Si è deciso per ora di non ricorrere alle anticipazioni di soldi dello Stato, visto che abbiamo risorse nostre. Se chiedessimo un’anticipazione allo Stato quest’anno dovremmo pagare interessi del 3,20%. Nel caso che lo “spazio finanziario” che ci sarà consentito con il nostro bilancio, non permettesse di coprire tutti i due milioni di debito verso i fornitori, potremmo ricorrere all’aiuto bancario locale a tassi che sarebbero sicuramente inferiori a quelli dello Stato».Ricordiamo che il presidente della Repubblica Napolitano aveva firmato il decreto dopo l’approvazione da parte del consiglio dei ministri: una manovra da sette miliardi. Cinque di residui attivi utilizzabili dai Comuni in rapporto al patto di stabilità, e 2 milioni per anticipazioni dello Stato ai Comuni che non hanno residui di bilancio (e non è il caso di Carrara).
Ricapitolando: dato che la manovra per pagare le imprese creditrici, tramite le risorse del Comune, è vincolata alle cifre che saranno consentite dal governo, significa che allo scattare del “via libera” non tutti i creditori saranno pagati subito. «Ci si baserà sull’elenco che abbiamo stilato, e sulla cronologia delle fatturazioni»: questa la spiegazione tecnica di Pennacchi.
Capitolo Imu: slittandocome sembra il pagamento della rata sulla prima casa, il Comune incasserà a metà anno, circa la metà del previsto. Nel 2012 per le prime case l’introito era stato di 4 milioni di euro, ora sarà di due milioni. Ma il resto dipendete dalle decisioni del governo. Anche sulla Tares il Comune resta in stand by. Intanto però, per la tassa sui rifiuti solidi urbani che da Tarsu diventerà Tares, c’è una determinazione dirigenziale di Pennacchi, per l’affidamento alla Maggioli spa (RN)«l’attività di supporto utile alla definizione del piano finanziario nonché delle tariffe». La spesa prevista per tale attività è di 15mila euro.(c.car.)
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