Il Tirreno

«Anch’io ho rischiato di morire in mare»

«Anch’io ho rischiato di morire in mare»

Il drammatico racconto di Renato Santini: sette anni fa imbarcai acqua, stavo andando a fondo

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Io la morte l’ho vista in faccia. La mia barca, nel giugno di sette anni fa, ha imbarcato acqua mentre io stavo tirando su le reti, Me ne sono accorto che avevo l’acqua alle ginocchia: ho chiamato la Capitaneria e indossato il giubbotto salvagente, poi fatto un errore dopo l’altro. Ho buttato via le reti che si sono impigliate nel motore. In quei momenti, terribili, ho avuto un infarto: se i soccorsi non fossero venuti subito in mezzo al mare ci sarei morto».

Lo racconta con ancora un bel po’ di emozione RenatoSantini, 70 anni, pescatore da quando ne aveva 10: «Le reti erano ancora di cotone, io ancora adesso so cucirle e ripararle, c’erano le donne che mettevano i pesci dentro alle ceste e le portavano in testa per andare a vendere al mercato. Erano altri tempi, io saltavo la scuola per usicre in mare».

Nel giugno del 2006 ha rischiato di annegare, proprio come l’amico Renzo. Ma, dopo la paura, in mare ci è subito ritornato: «Io ho lavorato per 28 anni alla Dalmine, ma appena potevo uscivo in mare: la pesca è più che un mestiere, è la vita».

«Anche domenica mattina ho incontrato Renzo - racconta Renato - Gli ho detto cosa aveva preso: “Solo quattro o cinque oratelle” mi ha risposto. E io gli ho detto: “Non andare troppo sotto gli scogli con quella barchetta”. Sembrava una giornata come tante, il mare non era proibitivo per gente come noi che esce sempre. Nel pomeriggio ci hanno chiamato per dirci che l’elbano stava affondando. E poi sappiamo tutti quello che è successo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web