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«Anch’io allarmato per la camorra»

«Anch’io allarmato per la camorra»

Il sindaco Roberto Simoncini: però massima fiducia nell’azione della magistratura in merito a illeciti investimenti edili

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AULLA. «Se ci sono cose poco chiare, ho fiducia che la magistratura verificherà attentamente. C'è preoccupazione, inutile negarlo, ma onestamente non immaginavo che ci potessero essere infiltrazioni della camorra nel Comune di Aulla, anche se attendiamo chiarimenti».

E' molto prudente il sindaco Roberto Simoncini, raggiunto telefonicamente in merito al nuovo allarme di infiltrazione camorristica ad Aulla.

Allarme che emerge dai verbali di interrogatorio, riportati dal Secolo XIX, di Roberto Perrone, pentito del clan Polverino ed ex reggente del clan per la cittadina campana di Quarto.

Perrone avrebbe parlato ai magistrati di alcune operazioni eccellenti e fra le sue fonti ci sarebbe stato anche Nicola Imbriani, altro nome di spicco del clan Polverino. Perrone racconta, fra l’altro, che Imbriani e Paragliola Castrese (cognato di Perrone) erano interessati, a fine 2007, all’arsenale militare della Spezia.

Per questa operazione, avrebbe messo a verbale Perrone, «Imbriani si avvaleva anche della collaborazione di un costruttore edile locale a nome Francesco che, del resto, aveva già coadiuvato nella vicenda della costruzione degli appartamenti di Aulla».

Ed è attorno alla figura di questo fantomatico Francesco che cerchiamo di saperne di più dal sindaco di Aulla, ma inutilmente: «Onestamente non so proprio essere d'aiuto, proprio non so chi possa essere» si schermisce il primo cittadino aullese.

Tornando ai verbali di interrogatorio citati sopra, questi sono contenuti nella richiesta di convalida del fermo di Eduardo Tartaglia, definito broker e produttore cinematografico, il quale avrebbe investito in Svizzera i soldi dei Polverino.

Nello stesso interrogatorio, Perrone fa anche il nome di un ingegnere che sarebbe stato socio al 10 per cento nell’affare di Aulla. Di Aulla aveva parlato nel 2011 anche un quotidiano di Quarto, riferendo che, secondo l’antimafia di Napoli, Castrese Savarese, indicato anch’egli come cognato di Perrone, avrebbe sottoscritto una fideiussione per un’operazione di acquisto di un terreno ad Aulla nel 2004.

La società acquirente (di proprietà di una ditta di cui Castrese Savarese era amministratore unico), secondo il quotidiano di Quarto, avrebbe acquistato 2mila metri quadrati pagandoli 50mila euro; ma una volta abbattuti i ruderi esistenti, avrebbero costruito decine di abitazioni e guadagnato tanti soldi.

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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