Il Tirreno

«Al largo c’erano rimaste solo le sue reti»

di Alessandra Vivoli
«Al largo c’erano rimaste solo le sue reti»

L’amico: è stata la cosa più dolorosa, sono dovuto tornare là dove avevo tentato di salvare Renzo. Il ricordo dei pescatori

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CARRARA. Le barche stamani non sono partite dal circolo delle cooperative, all’interno del porto. E anche le serrande dei banconi per la vendita del pesce sono rimaste abbassate. Un cartello, all’inizio della passeggiata: «Chiuso per lutto». E tanti volti tristi mentre, riscaldati dal sole quasi estivo, i pescatori riparano le reti, puliscono le barche. In mare oggi non ci va nessuno. Perchè in mare domenica è morto Renzo, “nonno Renzo”, l’”elbano” come lo chiamano i colleghi più giovani della cooperativa Scirocco

«La cosa peggiore è stata recuperare le sue reti». «La cosa peggiore è stata recuperare le reti di Renzo, erano rimaste al largo, proprio là dove la barca si è rovesciata»: lo racconta ancora sconvolto Angelo Batti, l’amico che per primo, nel concitato pomeriggio di domenica è andato a soccorrere Renzo.

Quei pochi minuti, fra la prima telefonata di allarme: «Angelo vieni qui sto affondando” e il suo arrivo davanti alla colonia Ugo Pisa ce li ha impressi nella mente.

«Ho provato a richiamarlo subito, per sapere dov’era, ma è scattata la segreteria telefonica. Intanto avevo già lasciato le reti, tutto quello che stavo facendo e puntato la prua vero il posto dove Renzo andava sempre a calare. Sono arrivato e la barca era rovesciata - dice - Gli ho passato il mezzo marinaio e poi l’ho afferrato per un braccio: mi ha guardato negli occhi. Quello sguardo non lo dimenticherò mai. L’ho tenuto fino a che non sono arrivati gli altri colleghi da Marina, ma avevo già capito che non c’era più nulla da fare».

Il giorno dopo in tanti qui nell’approdo dove le piccole barche sono messe tutte in fila, una accanto all’altra, cercano un perché del tragico incidente in mare.

«L’ho visto domenica mattina, alle 5 e mezzo - ricorda il presidente della cooperativa Scirocco, Enrico Tarabella - Andavamo tutti e due a calare le reti, era una giornata come tante, per noi di lavoro. Ci siamo scambiati due battute: “Speriamo di prendere qualcosa”, queste sono state le ultime parole che ho sentito da Renzo. Mai avrei pensato che non ci saremo più rivisti».

Nella giornata dello strazio i presidenti delle due cooperative sono uniti dallo stesso sentimento di dolore.

«Oggi non ce la sentiamo di uscire, siamo tutti qui - dice Fabrizio Maffei, 53 anni, 40 dei quali passati in mare - Queste tragedie ci toccano, perché noi in mare ci andiamo sempre, con qualsiasi tempo, col freddo, con la pioggia. Sempre. . Abbiamo confidenza con l’acqua ma sappiamo anche che ci può tradire».

E la vicenda di Renzo Pieruzzini, soprattutto per i pescatori che hanno qualche capello bianco, richiama quella di Danilo, che morì 11 anni fa, a vent’anni, affondando con la sua barca poco fuori dal porto. «Anche a lui si capovolse la barca: Danilo era un nuotatore provetto ma anche per lui non ci fu nulla da fare».

Il ricordo dei colleghi: Renzo era una persona speciale. «Siamo addolorati perché è venuto a mancare una persona straordinaria».

Lo dicono i soci della cooperativa Scirocco che vogliono lasciare un ricordo del loro collega scomparso.

«Renzo, non era solo un grande pescatore, era un grande uomo: non si è mai tirato indietro, quando c’era da dare una mano lui c’era sempre. Era una persona splendida, riservata, che qui rispettavano tutti. E che si faceva volere bene, anche lontano dal mare. Non ci sono episodi particolari per ricordarlo, lui era buono, disponibile tutti i santi giorni».

E, i colleghi pescatori, che con lui hanno condiviso così tante giornate, di una cosa sono sicuri: «Nella enorme disgrazia Renzo ha trovato la morte nel suo elemento naturale - dicono i pescatori dello Scirocco - in quel mare dove ha passato buona parte della sua vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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