Gioco
«Ciao mamma, nel giorno della tua festa ringrazio per te l’equipe dell’hospice»
Compra uno spazio sul giornale per ricordare sua madre e «gli amici del Don Gnocchi»
La malattia puoi combatterla, qualche volta riesci a vincerla. Ma quando ti rendi conto che la vittoria in tasca ce l’ha già lei non puoi che tentare di rubarle tempo. Giorni preziosi. E se qualcuno ti aiuta a commettere questo “furto”, allora non puoi dimenticarti di lui. Rachele ha ben impresso nella mente i volti di tutti, dalle oss al medico, dalla psicologa alle fisioterapiste, alle infermiere: hanno combattuto accanto a sua madre, hanno conquistato giorni per lei.
È la festa della mamma, la sua ha salutato la vita un mese fa e per ricordarla Rachele compra uno spazio sul nostro giornale e scrive una storia “La storia di me, mamma e un’equipe di cura”.
E quell’equipe è quella dell’hospice della Don Gnocchi. Lì Rachele arriva stanca e piena di paura: è difficile ammettere che da sola non ce la fai a prenderti cura della persona che più ti ama al mondo. Eppure «in quel luogo, così pulito e silenzioso, accade qualcosa di strano...Io smetto di sentirmi sola. Aspetto, serenamente inizio ad aspettare».
Perchè anche nell’attesa della fine può esserci serenità e dignità, dignità e serenità che Rachele conosce e impara all’hospice, davanti al mare, nel silenzio rotto solo dalle onde, da chi si prende cura, con lei e accanto a lei, di sua madre.
Egidia Cantisani è il medico responsabile dell’hospice, lei Rachele la ricorda bene:«Ha scoperto da un articolo sul vostro giornale l’esistenza della nostra struttura, lei e la sua mamma sono state a lungo con noi. Una lunga storia - la definisce - di lungo aiuto. Ho in mente una ragazza spaventata dall’idea della perdita, sentiva sulle spalle il peso di dover affrontare tutto da sola. È importante per me e per tutto il personale sapere che quella ragazza ha trovato, anche grazie a noi, una strada. Le avevo consigliato di scrivere e, stamani ( ieri ndr), leggendo il quotidiano, ho scoperto che lei lo ha fatto». L’hospice ha aiutato una mamma malata e una figlia spaventata, ha insegnato loro - scrive Rachele - ad accettare senza falsità e senza malintesi».
Una struttura che ha aperto i battenti lo scorso 18 giugno. Quest’anno, ad un anno esatto, la fondazione Don Gnocchi, aprirà le porte perchè i cittadini - spiega la dottoressa Cantisani - scoprano cosa sono le cure palliative: «Il 26 maggio è la giornata del sollievo, noi la celebreremo qualche giorno dopo, in occasione dell’anniversario. Per spiegare cos’è l’hospice :non esclusivamente rivolta al paziente, ma ad unintero nucleo famigliare».
Alla mamma di Rachele «che ha lasciata la sua “bambina” con dignità, senza sofferenza, circondata da amore e rispetto». E a Rachele.(C.S)
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