Un’ora di contestazioni, poi tutti a casa
Alta tensione a Molinello nell’incontro pubblico fra la Repower e la popolazione: i dirigenti aziendali se ne vanno
PONTREMOLI. “Non vogliamo le vostre pale”, “via dalla nostra terra” “pensate solo a fare i soldi e distruggete il territorio”. Un clima da stadio ha accolto alcuni progettisti e responsabili della Repower (società svizzera che ha attivato un progetto per la realizzazione di un Parco Eolico sul monte Fontanini, tra il passo del Cirone e Groppo del Vescovo), nell’incontro che si è tenuto al Molinello. Ma non solo grida e schiamazzi, la protesta si è manifestata anche con fischi e coperchi di pentole sbattuti violentemente che impedivano ogni tentativo di comunicazione e di confronto serio.
Dopo neanche un’ora di questa pesante atmosfera, i rappresentanti della Repower hanno comunicato di non essere in grado, visto il clima, di poter esporre seriamente i propri argomenti e decidevano di sospendere l’incontro. Che la situazione, per i rappresentanti della ditta svizzera, sarebbe stata difficile lo si poteva intuire già all’ingresso della frazione pontremolese. Infatti proprio sotto il cartello che indica l’accesso al Molinello era stato apposto un ben chiaro striscione “Benvenuti a tutti eccetto gli speculatori delle energie verdi” e poi ancora lungo la strada: “Tornatevene in Svizzera”, “Vi cacceremo a pedate nel …”. Fino a giungere alla trattoria “Luciano e Dina” (sede dell’incontro) dove si erano formati vari capannelli di persone in cui si sosteneva con forza il “No” a qualsiasi forma di eolico.
Provando ad estrapolare qualche breve fase di una discussione seria e reale, il primo punto in cui i responsabili della ditta Repower sono stati messi sotto accusa è la loro mancata partecipazione all’incontro precedente, tenutosi sempre al Molinello, aspetto marcato anche dal consigliere comunale Clara Cavellini (piccolo inciso, questa volta la politica pontremolese, che in altre occasioni ha brillato per la sua assenza, era ben rappresentata con la Cavellini, l’assessore Gianmarco Corchia e la segretaria comunale Pd, Roberta Longinotti). Una scelta quella della non partecipazione – si sono difesi dalla Repower tramite i rappresentanti Andrea Mazzetti e Clara Risso – dovuta al fatto che la società sta provando a rimodulare il progetto (infatti è stata chiesta alla Regione di sospendere le procedure della Valutazione Impatto Ambientale) e non era pronta ad una discussione prima di aver ripensato la strategia del progetto. Risposta che ha convinto fino ad un certo punto: «Avete un progetto mastodontico e non siete neanche in grado di discuterne?» è stata la sarcastica critica giunta dalla platea.
Più sugli aspetti tecnici della vicenda è entrato l’intervento-domanda di un rappresentante del Movimento 5 Stelle Lunigiana, che ha evidenziato alcuni dati del progetto depositato in Regione: sono previsti – ha sottolineato - lungo le strade del Cerreto circa 1.500 - 1.600 viaggi con mezzi pesanti da 30 – 45 metri. L’effettuazione di piazzole di cemento per le fondamenta degli aereo generatori di 40 metri per 25; la realizzazione di una viabilità primaria (di quasi 12 km) lungo il crinale larga tra i 6 e gli 8 metri. Inoltre – ha evidenziato – uno degli aereo generatori si trova a 12 metri da un’area protetta con specie faunistiche importanti. Domande cui hanno provato a rispondere Andrea Mazzetti e Davide Scarpa: «E’ vero il numero dei viaggi è quello. Ma si tratta di un dato che va spalmato nell’arco di tempo di due anni. Giornalmente potranno passare dai 5 fino al massimo di 13 mezzi pesanti. Inoltre la ditta si impegna a ristrutturare strade e ponti». Sull’aspetto faunistico è stato evidenziato che, secondo gli studi degli esperti, la possibilità d’incidenza sulle specie animali è pari all’0,02%. Sostanzialmente la parte in cui si è discusso sul tema è stata questa, poi si sono accavallati una serie di interventi in cui si è espresso un deciso no all’eolico, e i responsabili della Repower hanno valutato che non esistevano le condizione per continuare l’incontro.
Repower: meno pale o di minore dimensione. La dottoressa Clara Risso, da noi contattata, ci ha poi comunicato quali sono i due aspetti che sono al vaglio per un possibile cambiamento del progetto iniziale «e che sarebbe stato bello poter comunicare alla popolazione». Il primo punto riguarda una diminuzione dell’impatto del Parco: in pratica si sta valutando se diminuire il numero delle pale del progetto o la loro dimensione. La seconda modifica prevede l’allungamento del percorso dell’elettrodotto di comunicazione con la centrale Enel di Pontremoli. I cavi interrati prima di entrare in città aggirerebbero il perimetro di Pontremoli, di modo da collegare la struttura del Parco con la centrale elettrica senza dover passare dal centro della città. Poi ha comunicato di aver proposto all’amministrazione, invitando anche le associazioni ambientaliste, di effettuare una visita ad un Parco eolico in Basilicata così «da vedere con propri occhi cosa abbiamo intenzione di realizzare qui a Pontremoli». La situazione è ancora in piena evoluzione ed il consiglio comunale straordinario che si terrà sabato prossimo, sempre al Molinello, si annuncia decisamente interessante.
Riccardo Sordi
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