La manifestazione
Ronchi, nuovo piano per i bagnini
Con le scoglierine dovranno essere potenziate le postazioni per i life guard
MASSA. Prima erano le scogliere, poi sono arrivati i geotubi. Ma, come spesso accade, a vincere è stato il ritorno all’antico. Eccole di nuovo, quindi, le scogliere. Più piccole, soffolte, ancoraggio per lunghi setti. I balneari di Ronchi sono felici perchè sperano che il meccanismo più semplice - sassi dall’arenile al mare - riconsegni metri di spiaggia. L’effetto collaterale però non manca: le scoglierine delimitano specchi d’acqua, talvolta coprono - almeno nei tratti in cui riemergono - la visuale, creano coni d’ombra. Insomma, per i bagnini il lavoro si fa più duro. Tanto che non è escluso che dove era in azione un solo baywatch, adesso ne servano due. Una valutazione che gli operatori faranno al fianco della capitaneria di porto, in un percorso condiviso che - parola del comandante Maurizio Paganini - sta già muovendo i primi passi. La normativa in materia parla chiaro: un bagnino può sorvegliare massimo 80 metri di arenile. Ad una condizione, però: che non ci siano ostacoli alla visuale. Bene, le scogliere « anche se piccole come quelle in realizzazione - spiega il comandante - potrebbero creare problemi di questo tipo, nei tratti in cui emergono dal mare. Per questo, con i balneari, stiamo facendo i sopralluoghi necessari. Poi valuteremo se sia necessario un nuovo piano di salvataggio». In parole semplici, i titolari di stabilimenti a Ronchi, insieme alla capitaneria, individueranno i tratti più a rischio e - di conseguenza - quelli in cui eventualmente rafforzare il servizio di salvataggio. Non è detto, infatti, che debba essere incrementato il numero dei bagnini - con relativo aumento dei costi -, potrebbe essere sufficiente ricollocare le postazione ed identificare nuovi punti di controllo per evitare che anche piccole porzioni di acqua rimangano scoperte.
Una cosa è certa: balneari e guardia costiera lavorano fianco a fianco. Paganini è ottimista:«Gli operatori sono collaborativi, la qualità del servizio di salvataggio è alta e lo scorso anno ha evitato incidenti».
Insomma, le scogliere dovrebbero garantire più sabbia, il resto passa necessariamente in secondo piano. (C.S.)
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